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Regione Lombardia | Innovazione Filiere Economia Circolare | F3

Regione: Lombardia
Tipologia: Economia Circolare
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FINALITÀ

L’iniziativa riqualifica le filiere lombarde, la loro innovazione e il riposizionamento competitivo di interi comparti rispetto ai mercati in ottica di economia circolare attraverso il sostegno a:

  1. progetti che promuovano il riuso e l’utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti o residui derivanti dai cicli produttivi in alternativa alle materie prime vergini e la riduzione della produzione di rifiuti;
  2. eco-design: progetti che tengano conto dell’intero ciclo di vita del prodotto secondo la metodologia Life Cycle Thinking.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le MPMI aventi sede operativa in Lombardia, in forma singola o in aggregazione composta da almeno 3 imprese.

All’aggregazione possono prendere parte anche soggetti che non siano MPMI (grandi imprese, centri di ricerca, associazioni di categoria ecc.) che però non potranno essere beneficiari di contributi.

Le imprese che siano in rapporto di collegamento, controllo e/o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti possono essere ammesse a finanziamento solo per una domanda.

Ciascuna impresa facente parte dell’aggregazione deve sottoscrivere l’Accordo di progetto, che prevede l’impegno a:

  • realizzare l’attività di propria competenza nei tempi e nei modi previsti dal Bando e in conformità al progetto presentato;
  • predisporre tutta la documentazione richiesta e trasmetterla al capofila;
  • favorire l’espletamento dei compiti attribuiti al capofila, agevolando le attività di coordinamento, monitoraggio e rendicontazione;
  • realizzare il progetto sul territorio lombardo.

Tutti i beneficiari devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  1. avere una sede operativa in Lombardia;
  2. avere la sede operativa iscritta e attiva al Registro Imprese delle CCIAA della Lombardia;
  3. essere in regola con il pagamento del diritto camerale annuale;
  4. essere in regola con i versamenti contributivi, la verifica sarà effettuata a mezzo DURC;
  5. non avere forniture in essere con una delle Camere di Commercio lombarde, anche a titolo gratuito.

INTERVENTI

Il bando fa seguito a due precedenti fasi già attuate con un primo bando nel 2019: Fase 1 (Candidature delle idee progettuali) e Fase 2 (Indirizzo e supporto alla presentazione dei progetti definitivi).

La Fase 3 è aperta anche a soggetti che non hanno partecipato al Bando 2019 (Fase 1 e Fase 2) per la presentazione di progetti esecutivi che rientrino negli ambiti di intervento di seguito elencati, ovvero:

  • innovazione di prodotto e/o di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti in cicli produttivi, riduzione produzione di rifiuti e riuso dei materiali;
  • progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera;
  • sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design);
  • implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali.

Gli ambiti prima menzionati sono di seguito meglio dettagliati:

  1. favorire l’approvvigionamento di materie prime seconde autorizzate o di materiali bio-based (di origine biologica) in sostituzione a materiali vergini;
  2. favorire l’approvvigionamento energetico attraverso fonti rinnovabili e il contenimento energetico;
  3. promuovere l’eco design di prodotti che porti ad una maggior: a. efficienza nell’uso delle risorse (e.g. realizzati con sottoprodotti, materiali riciclati etc.); b. allungamento della vita utile dei prodotti (e.g. prodotti modulari, facilmente disassemblabili e riparabili, etc.), per la fase di utilizzo, per la riparabilità, per la riciclabilità e per il remanufacturing (rigenerazione) c. efficienza dei prodotti nella fase di utilizzo (e.g. minori consumi energetici); d. riciclabilità dei prodotti a fine vita:
  4. promuovere l’eco design di imballaggi che porti: a. maggior efficienza nell’uso delle risorse (e.g. imballaggi più leggeri, realizzati con materiali riciclati e riciclabili, etc.) b. migliori performance ambientale nella fase di utilizzo (e.g. facilità di stoccaggio per il trasporto, etc.) c. un miglioramento in termini di riciclabilità di questi a fine vita;
  5. implementare soluzioni tecnologiche/gestionali in grado di ottimizzare i processi produttivi con conseguente riduzione dei rifiuti attraverso il riutilizzo dei residui di lavorazione nello stesso ciclo produttivo;
  6. implementare soluzioni di “refurbishment”, ovvero valorizzare un prodotto danneggiato tramite il rimpiazzo o la riparazione di alcune sue componenti;
  7. proporre soluzioni tecnologiche/gestionali per la riduzione dei consumi di acqua necessaria alle lavorazioni e/o riciclo e riutilizzo dell’acqua utilizzata;
  8. proporre soluzioni per di ridurre la propria produzione di rifiuti pericolosi (es. sostituendo chemicals/prodotti pericolosi con chemicals/prodotti non pericolosi all’interno del proprio processo produttivo, etc.);
  9. proporre soluzioni tecnologiche/gestionali di “upcycling” ovvero processi di riciclo in cui i rifiuti vengano convertiti in nuovi materiali/prodotti di maggiore qualità e valore;
  10. proporre soluzioni tecnologiche/gestionali che siano in grado di apportare un miglioramento della qualità delle materie prime seconde autorizzate;
  11. introdurre modelli innovativi di business che trasformino i prodotti in servizi utilizzabili da imprese o consumatori finali attraverso logiche di sharing e approcci “pay-per-use”;
  12. creazione di partnership di scopo tra soggetti, anche non operanti nella medesima filiera, grazie alle quali materiali di scarto, residui industriali, sottoprodotti vengano impiegati in altri processi produttivi riducendo così la generazione di rifiuti e producendo benefici economici ed ambientali per tutto il territorio (simbiosi industriale);
  13. creazione di forme di ritiro dei propri prodotti a fine vita, ad esempio allo scopo di riutilizzarne parti o componenti aventi ancora valore, avviarli a processi di remanufacturing, etc. (attivazione di programmi di take-back);
  14. sviluppo di strumenti di misurazione delle performance di circolarità per i settori prioritari del Piano d’azione europeo per l’economia circolare (e.g. costruzioni, alimentare, etc.) che servano ad identificare chiaramente azioni ed ambiti di miglioramento.

Gli interventi ammissibili dovranno avere ad oggetto anche le attività relative alla messa sul mercato e/o industrializzazione del prodotto, prevedendo il coinvolgimento dell’intera filiera.

I progetti dovranno essere realizzati entro 12 mesi dall’approvazione della graduatoria. L’intervento deve avere un valore minimo pari ad € 40.000,00.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

  1. consulenza (collaborazione con enti di Ricerca, servizi specialistici per lo sviluppo di prototipi, check up tecnologici, analisi del ciclo di vita del prodotto/servizio – e.g. LCA -, studi per la sostituzione dei materiali attualmente utilizzati nei prodotti con materiali circolari, definizione di strategie commerciali, marketing e comunicazione, ecc.);
  2. investimenti in attrezzature tecnologiche e necessari alla realizzazione del progetto;
  3. assistenza e costi di acquisizione delle certificazioni ambientali di processo e di prodotto (es. ISO 14001, EMAS, ECOLABEL, EPD ecc.);
  4. assistenza e costi di acquisizione delle certificazioni tecniche;
  5. servizi e tecnologie per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti relativi al progetto;
  6. materiali e forniture strumentali alla realizzazione del progetto (inclusi prototipi);
  7. spese per la tutela della proprietà industriale;
  8. spese del personale dell’azienda solo se dedicato al progetto (fino a un massimo del 20% della somma delle voci di spesa da 1. a 7.). Qualora venga impiegato ulteriore personale di nuova assunzione, esclusivamente dedicato al progetto, potrà essere riconosciuta un’ulteriore quota nel limite del 10% della somma delle voci di spesa da 1. a 7.

I servizi di consulenza non possono in nessun caso ricomprendere le seguenti attività:

  • supporto e assistenza per adeguamenti a norme di legge o di consulenza/assistenza relativa, in modo preponderante, a tematiche di tipo fiscale, finanziario o giuridico;
  • consulenza per la presentazione della domanda e adempimenti annessi al Bando;
  • formazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente. Sono ammissibili i costi di ammortamento per le attrezzature tecnologiche nella misura e per il periodo in cui sono utilizzate per il progetto.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione, concessa in regime de minimis, assumerà la forma di un contributo a fondo perduto la cui intensità massima è pari al 40% delle spese ammissibili ed il cui importo massimo sarà pari ad € 80.000,00.

In caso di aggregazione, il contributo è assegnato alle singole imprese che la compongono, in funzione dei rispettivi impegni di spesa dichiarati.

INVESTIMENTO MINIMO IMPORTO CONTRIBUTO MASSIMO
€ 40.000,00 € 80.000,00

TERMINE

La domanda può essere presentata fino alle ore 12:00 del 09/04/2020.

Le domande verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a graduatoria.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, premendo il tasto 3, oppure scrivici a info@vconsulting.it

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