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Nazionale | Aree Crisi Industriale | Disposizioni Attuative

Regione: Italia
Tipologia: Investimenti produttivi
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FINALITÀ

Il MISE fornisce specifiche relative ai requisiti dei programmi e delle spese ammissibili ai fini dell’accesso alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale complessa e non.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le imprese (di piccola, media o grande dimensione) costituite in forma di società di capitali, ivi incluse le società cooperative e le società consortili, che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese; le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza come risultante dall’omologo registro delle imprese; per tali soggetti, inoltre, deve essere dimostrata, alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione la disponibilità di almeno una sede sul territorio italiano;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
  • non rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi;
  • aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà secondo il Regolamento GBER;
  • esclusivamente per gli aiuti a finalità regionale, non aver effettuato nei due anni precedenti la presentazione della domanda una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento.

Rientrano tra i beneficiari anche le reti di imprese mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete. Il contratto di rete deve configurare una collaborazione effettiva, stabile e coerente rispetto all’articolazione delle attività, espressamente finalizzata alla realizzazione del progetto proposto. Sono ammessi anche i contratti di rete stipulati da imprese che concorrono alla creazione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione di un unico prodotto o servizio, ciascuna per un determinato ambito di attività (c.d. aggregazioni di filiera). In particolare, il contratto deve:

  1. essere stipulato con atto pubblico o scrittura privata autenticata tra imprese aventi i requisiti sopra elencati;
  2. prevedere la suddivisione delle competenze, dei costi e delle spese a carico di ciascun partecipante e la responsabilità solidale di tutti i partecipanti per l’esecuzione del progetto;
  3. nel caso di “rete-contratto”, prevedere la nomina obbligatoria dell’organo comune, che agisce in veste di mandatario dei partecipanti;
  4. essere composto da un numero minimo di 3 e un massimo di 6 imprese.

Ciascuna impresa può partecipare solo a un contratto di rete richiedente l’agevolazione.

La presentazione della domanda di ammissione all’agevolazione da parte di una rete di imprese preclude alle imprese aderenti al contratto di rete di presentare domanda autonoma.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto programmi di investimento produttivo e programmi di investimento per la tutela ambientale. A completamento delle predette tipologie di investimento sono, altresì, agevolabili i progetti per l’innovazione dell’organizzazione, per un ammontare non superiore al 20% del totale degli investimenti ammissibili e i progetti per la formazione del personale, per un ammontare non superiore al 10% degli investimenti ammissibili.

I programmi di investimento produttivo devono essere diretti:

  • alla realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
  • all’ampliamento e/o alla riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
  • alla realizzazione di nuove unità produttive o all’ampliamento di unità produttive esistenti che eroghino attività turistiche, intese come attività finalizzate allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva;
  • all’acquisizione di attivi di uno stabilimento.

Per le imprese di grandi dimensioni, i programmi di investimento produttivo sono ammissibili solo nel caso in cui siano realizzati in aree di crisi ricadenti nelle aree del territorio nazionale ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure sia presente una grave forma di sottoccupazione (art. 107, comma 3, lett.a), TFUE), mentre nelle aree del territorio nazionale in cui gli aiuti siano destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche (art. 107, comma 3, lett. c), TFUE), sono ammissibili esclusivamente i programmi diretti alla realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento, e quelli relativi all’ampliamento e/o alla riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo e di acquisizione di attivi di uno stabilimento, qualora prevedano una diversificazione della produzione e a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle svolte precedentemente nell’unità produttiva, cioè attività che rientrano nella stessa classe della classificazione delle attività economiche ATECO 2007. Sono, invece, esclusi i programmi di investimento produttivo proposti da imprese di grandi dimensioni in territori non ricompresi nelle predette aree del territorio nazionale.

I programmi di investimento per la tutela ambientale devono essere diretti a:

  • innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa;
  • consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale e non sono ancora in vigore;
  • ottenere una maggiore efficienza energetica;
  • favorire la cogenerazione ad alto rendimento;
  • promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • risanare i siti contaminati;
  • riciclare e riutilizzare i rifiuti.

Gli eventuali progetti complementari relativi all’innovazione dell’organizzazione sono ammissibili per le imprese di grandi dimensioni solo se realizzati attraverso una collaborazione effettiva con PMI e se queste ultime sostengono almeno il 30% del totale dei costi ammissibili del progetto. Tali progetti devono essere completati entro 36 mesi (3 anni).

Gli eventuali progetti complementari relativi alla formazione del personale sono ammissibili purché strettamente coerenti alle finalità del programma d’investimento e/o di tutela ambientale e al programma occupazionale. Tali progetti devono essere completati entro 36 mesi (3 anni).

I programmi di investimento devono riguardare le seguenti attività economiche:

  1. estrazione di minerali da cave e miniere, con esclusione delle miniere di carbone non competitive;
  2. attività manifatturiere;
  3. produzione di energia, limitatamente ai programmi di investimento produttivo ovvero ai programmi di investimento per la tutela ambientale;
  4. attività dei servizi alle imprese;
  5. attività turistiche, intese come attività finalizzate allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva.

(Tutte individuate sulla base dei seguenti codici Ateco 2007: 37.00.0,38.1, 38.2, 38.3, 39, 52, 53, 55, 56.29, 58.12, 58.2, 61, 62, 63.1, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 85.20, 82.92, 95.1, 96.01.10, 96.04)

Ciascuna domanda di agevolazione deve essere correlata a un solo programma di investimento. Uno stesso programma non può essere suddiviso in più domande di agevolazione. Nel caso in cui l’intervento sia disciplinato da un apposito Accordo di programma, quest’ultimo, nei limiti dei vincoli comunitari vigenti in materia di aiuti di Stato e tenuto conto dei fabbisogni di sviluppo dei territori interessati, può individuare ulteriori attività economiche per l’applicazione dell’intervento, nonché prevedere la limitazione a specifici settori di attività economica.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi e i progetti devono:

  • riguardare unità produttive ubicate nei territori dei Comuni ricadenti nelle aree di crisi industriale complessa o nelle aree di crisi industriale non complessa con impatto significativo sullo sviluppo dei territori interessati e sull’occupazione. In particolare, ciascun programma di investimento deve essere da solo sufficiente a conseguire gli obiettivi previsti e riguardare un’unica unità produttiva, ad eccezione di quelli presentati nella forma dei contratti di rete e dei progetti per l’innovazione dell’organizzazione che, qualora presentati in forma congiunta, possono riguardare più unità produttive;
  • prevedere spese ammissibili complessive non inferiori ad € 1.000.000,00. Nel caso di programma d’investimento presentato nella forma di contratti di rete, i singoli programmi d’investimento delle imprese partecipanti alla rete devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori ad € 400.000,00;
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda. A tal fine per data di avvio si intende la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima. L’acquisto del terreno e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi non sono considerati come avvio. Le spese per l’acquisto del terreno e per i lavori preparatori, se sostenute prima della presentazione della domanda, non sono ritenute ammissibili. La realizzazione di studi di fattibilità non è altresì considerata avvio dei lavori. Nel caso di acquisizioni si intende, invece, il momento di acquisizione degli attivi direttamente collegati allo stabilimento acquisito. Non sono ammissibili alle agevolazioni i programmi costituiti da investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
  • essere ultimati entro 36 mesi (3 anni) dalla data di stipula dei contratti di finanziamento, fermo restando la possibilità del Soggetto gestore di concedere una proroga non superiore a 6 mesi, sulla base di una motivata richiesta;
  • prevedere un programma occupazionale da realizzarsi entro 12 mesi dalla data di ultimazione del programma degli investimenti e caratterizzato da un incremento degli addetti. Nei casi in cui l’intervento è disciplinato da un apposito Accordo di programma, i programmi occupazionali possono essere diretti anche al mantenimento del numero degli addetti dell’unità produttiva interessata dal programma di investimenti, purché la stessa sia operativa da almeno un biennio. L’Accordo di programma può, inoltre, stabilire criteri e procedure di premialità per il conseguimento di specifiche finalità occupazionali.

L’incremento degli addetti è dato dall’incremento espresso in ULA del numero degli addetti della unità produttiva oggetto delle agevolazioni rispetto alla media degli addetti, espressi sempre in ULA, del semestre antecedente la data di presentazione della domanda. Nei casi in cui l’intervento è disciplinato da apposito Accordo di programma, quest’ultimo può diversamente definire, le modalità di determinazione dell’incremento occupazionale.

Ai fini della realizzazione del programma occupazionale, i soggetti beneficiari si impegnano, nell’ambito del rispettivo fabbisogno di addetti, a procedere, prioritariamente, all’assunzione dei lavoratori residenti nell’area di crisi che risultino percettori di CIG, ovvero risultino iscritti alle liste di mobilità, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo. Nei casi in cui l’intervento è disciplinato da apposito Accordo di programma, quest’ultimo può diversamente definire il bacino di riferimento del personale da rioccupare.

L’impresa beneficiaria è tenuta all’obbligo del mantenimento dei beni agevolati nell’area di crisi per almeno 5 anni, ovvero 3 anni nel caso di PMI, dalla data di ultimazione del programma. Ai fini dell’ammissibilità, i beni relativi agli investimenti produttivi e/o di tutela ambientale devono essere ammortizzabili.

SPESE AMMISSIBILI

In riferimento ai programmi di investimento produttivo sono ammissibili le spese relative all’acquisto e alla realizzazione di immobilizzazioni, nonché l’acquisizione di attivi di uno stabilimento. Dette spese riguardano:

  • suolo aziendale e sue sistemazioni;
  • opere murarie e assimilate e infrastrutture specifiche aziendali;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie;
  • programmi informatici dedicati esclusivamente all’utilizzo di macchinari, impianti ed attrezzature;
  • immobilizzazioni immateriali;
  • beni strumentali, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa secondo il modello “Impresa 4.0”, ivi compresi i beni che utilizzano le tecnologie di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things.

Per le sole PMI sono ammissibili anche le spese relative a consulenze connesse al programma di investimento produttivo, ivi incluse quelle inerenti ai servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Tali spese sono ammissibili nella misura massima del 5% delle spese complessive ammissibili, fermo restando che la relativa intensità massima dell’aiuto è pari al 50% in equivalente sovvenzione lordo (ESL).

Non sono ammesse le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del lease-back.

In relazione ai programmi di investimento per la tutela ambientale, sono considerati agevolabili i costi di investimento relativi a:

  • innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa;
  • consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale e non sono ancora in vigore;
  • ottenere una maggiore efficienza energetica;
  • favorire la cogenerazione ad alto rendimento;
  • promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • risanare i siti contaminati;
  • riciclare e riutilizzare i rifiuti.

In relazione ai progetti complementari per l’innovazione dell’organizzazione, sono ammissibili alle agevolazioni le spese e i costi relativi a:

  • personale dipendente limitatamente a tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività del progetto;
  • strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
  • ricerca contrattuale, quali conoscenze e brevetti, nonché servizi di consulenza e altri servizi utilizzati esclusivamente per l’attività del progetto;
  • spese generali;
  • materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

In relazione ai progetti complementari per la formazione del personale sono ammissibili le spese e i costi relativi a:

  • spese di personale interno relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • le spese di personale interno relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

Le spese relative alle sole attrezzature, macchinari, impianti, la cui installazione non sia prevista presso l’unità produttiva interessata dal programma bensì presso altre unità, della stessa società o di altre dello stesso gruppo o di terzi, possono essere ammesse alle agevolazioni purché:

  1. siano relative ad attrezzature utilizzate per lavorazioni effettivamente connesse al completamento del ciclo produttivo da agevolare;
  2. dette attrezzature siano accessorie all’iniziativa da agevolare, nel senso che la relativa spesa ammissibile deve essere contenuta nel limite del 20% di quella relativa al capitolo “Macchinari, impianti e attrezzature”;
  3. siano singolarmente identificabili mediante immatricolazione e iscrizione nel libro dei beni prestati a terzi o, nel caso di utilizzo presso altre unità produttive della stessa società, nel libro dei beni ammortizzabili ovvero nel libro degli inventari ovvero nel libro giornale; in ogni caso la loro ubicazione deve risultare dai documenti di trasporto;
  4. vengano forniti, per ciascun bene, gli elementi utili di conoscenza in riferimento ai relativi contratti posti in essere (modalità, durata, ecc.);
  5. la cessione in uso avvenga a titolo gratuito;
  6. i beni non vengano destinati a finalità produttive estranee a quelle della società cedente; a tal fine quest’ultima deve acquisire e trasmettere al Soggetto gestore una dichiarazione di impegno in tal senso del legale rappresentante delle imprese cessionarie;
  7. il legale rappresentante della società cedente sottoscriva ed alleghi alla domanda di agevolazione una dichiarazione di impegno al rispetto dei predetti vincoli e condizioni.

Le spese relative all’acquisto del suolo, di immobili, o di programmi informatici o di immobilizzazioni immateriali, di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni o, nel caso di soci persone fisiche, dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado, sono ammissibili in proporzione alle quote di partecipazione nell’impresa medesima degli altri soci; la rilevazione della sussistenza delle predette condizioni, con riferimento sia a quella di socio che a quella di proprietario, che determinano la parzializzazione della spesa, va effettuata a partire dai ventiquattro mesi precedenti la data di presentazione della domanda di agevolazioni.

In relazione alle spese ammissibili, non vi rientrano quelle riferite a investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature, le spese effettuate, in tutto o in parte, mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”, le spese relative a commesse interne, le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, salvo quanto indicato in ordine all’acquisizione di uno stabilimento, le spese di funzionamento, le spese notarili e quelle relative a scorte, imposte, tasse. Non sono ammesse le spese relative all’acquisto di automezzi, ad eccezione di quelli specificamente attrezzati per lo svolgimento delle attività di cui al piano di impresa.

Sono ammesse le sole spese sostenute a partire dalla data di invio telematico della domanda, di importo non inferiore ad € 500,00.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

Le agevolazioni assumeranno la veste di:

  • contributo in conto impianti;
  • eventuale contributo diretto alla spesa;
  • finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato concedibile è compreso tra il 30% ed il 50% delle spese complessive ammissibili; ha una durata massima di 10 anni oltre un periodo di pre-ammortamento, della durata massima di 3 anni, commisurato alla durata del programma. Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni, fermo restando il rispetto del limite minimo dello 0,50% annuo del tasso d’interesse.

Il contributo in conto impianti e gli eventuali contributi diretti alla spesa sono determinati in relazione all’ammontare del finanziamento agevolato.

Gli Accordi di programma, qualora prevedano il cofinanziamento degli interventi da parte delle Regioni sottoscrittrici degli accordi stessi, possono determinare, nel rispetto dei predetti limiti, una diversa misura del finanziamento agevolato e del contributo in conto impianti concedibili.

In caso di partecipazione al capitale, l’intervento complessivo ai sensi della Legge 181/1989, comprensivo del contributo a fondo perduto, dell’eventuale contributo diretto alla spesa, del finanziamento agevolato e della partecipazione al capitale sociale, dovrà, di regola, prevedere che la somma del finanziamento agevolato e della partecipazione al capitale sociale non sia inferiore al 50% dell’ammontare complessivo delle agevolazioni concedibili per lo stesso intervento. La somma del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e della eventuale partecipazione al capitale, non può essere superiore al 75% degli investimenti e delle spese ammissibili relative alle spese di consulenza e a quelle degli eventuali progetti di innovazione dell’organizzazione e per la formazione del personale. Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. Gli interessi di pre-ammortamento sono corrisposti alle medesime scadenze.

Il finanziamento agevolato deve essere assistito da privilegio speciale da acquisire sui beni agevolati facenti parte del programma di investimento e, in caso di presenza di beni immobili oggetto di agevolazioni, anche di proprietà di terzi, in alternativa da:

  • ipoteca di primo grado sull’immobile da agevolare;
  • idonea fideiussione bancaria o polizza fideiussoria a favore del Soggetto gestore.

Il valore di iscrizione delle garanzie è pari alla quota capitale del finanziamento.

L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento apportando un contributo finanziario, attraverso idonee risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico.

E’ facoltà del soggetto proponente l’iniziativa agevolabile richiedere una partecipazione di minoranza del Soggetto gestore al capitale dell’impresa. Tale partecipazione è richiedibile in sede di presentazione della domanda ed è definita:

  • per le PMI che hanno le caratteristiche di cui all’art. 21 del regolamento GBER;
  • per le imprese di grandi dimensioni e le PMI che non hanno le caratteristiche di cui all’art. 21 del regolamento GBER.

Tale partecipazione ha natura transitoria e non deve, di regola, essere superiore al 30% del capitale delle imprese e non deve comportare per il Soggetto gestore responsabilità di gestione, né rilascio di garanzie. L’assunzione di partecipazioni da parte del Soggetto gestore al capitale delle imprese beneficiarie delle agevolazioni avviene in sede di aumento di capitale sociale, di norma al valore nominale. Le azioni e le quote devono essere intestate al Soggetto gestore. L’alienazione delle partecipazioni al capitale di rischio delle imprese deve avvenire preferibilmente a favore degli altri soci sottoscrittori del preliminare di compravendita ovvero di soggetti terzi da quest’ultimi indicati. La partecipazione al capitale di rischio determina:

  1. per le imprese partecipate, l’obbligo, sino alla alienazione della partecipazione, di certificazione dei bilanci da parte di imprese autorizzate ai sensi di legge;
  2. la nomina da parte del Soggetto gestore di un sindaco effettivo del collegio sindacale, se esistente ai sensi della normativa vigente.

Le presenti agevolazioni non sono cumulabili con altre pubbliche concesse per le medesime spese, incluse le agevolazioni concesse sulla base del Regolamento de minimis, ad eccezione di quelle ottenute esclusivamente nella forma di benefici fiscali e di garanzia e comunque entro i limiti delle intensità massime previste dal Regolamento GBER.

TERMINE

La domanda potrà essere inviata dalle ore 12:00 dello 01/06/2020.

Potranno essere inviate le domande per le seguenti aree di crisi industriale:

  • comuni del Friuli Venezia Giulia: Doberdò Del Lago, Fogliano, Redipuglia, Monfalcone, Ronchi Dei Legionari, San Canzian D’Isonzo, San Pier D’Isonzo, Staranzano, Turriaco, Capriva Del Friuli, Cormons, Farra D’Isonzo, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Mariano Del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans D’Isonzo, Sagrado, San Floriano Del Collio, San Lorenzo Isontino, Savogna D’Isonzo, Villesse, Chiopris-Viscone, Cividale Del Friuli, Corno Di Rosazzo, Dolegna Del Collio, Drenchia, Faedis, Grimacco, Manzano, Moimacco, Premariacco, Prepotto, Pulfero, San Giovanni Al Natisone, San Leonardo, San Pietro Al Natisone, Savogna, Stregna, Torreano, Aiello Del Friuli, Aquileia, Bagnaria Arsa, Bicinicco, Campolongo Tapogliano, Carlino, Castions Di Strada, Cervignano Del Friuli, Fiumicello, Gonars, Grado, Marano Lagunare, Palmanova, Porpetto, Ruda, San Giorgio Di Nogaro, San Vito Al Torre, Santa Maria La Longa, Terzo D’aquileia, Torviscosa, Trivignano Udinese, Villa Vicentina, Visco, Buja, Buttrio, Osoppo, Pavia di Udine, Pravisdomini, Brugnera, Budoia, Cordovado, Fontanafredda, Pasiano di Pordenone, Porcia, Pordenone, Prata di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Zoppola, Duino-Aurisina, Amaro Tolmezzo;
  • comuni dell’area di crisi complessa di Livorno: Livorno, Collesalvetti, Rosignano Marittimo;
  • comuni del cratere sismico aquilano: Acciano, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bugnara, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castel di Ieri, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Civitella Casanova, Cocullo, Collarmele, Colledara, Cugnoli, Fagnano Alto, Fano Adriano, Fontecchio, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L’Aquila, Lucoli, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Navelli, Ocre, Ofena, Penna Sant’Andrea, Pietracamela, Pizzoli, Poggio Picenze, Popoli, Prata d’Ansidonia, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Torre de’ Passeri, Tossicia, Villa Santa Lucia degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo

Le domande verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a sportello.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, oppure scrivici un’e-mail: Valore Consulting è una società di consulenza aziendale specializzata in finanza agevolata per il finanziamento delle imprese con contributi europei, incentivi e agevolazioni fiscali.

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