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Fotografia dell’Italia 4.0: siamo pronti alla sfida? La parola agli imprenditori

Regione: Italia
Tipologia: Industria 4.0
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Industria 4.0, Impresa 4.0, Transizione 4.0.

La volontà del Governo italiano sembra chiara: dare continuità ad una politica industriale attenta e consapevole rispetto a sfide ed opportunità costituite dalla rivoluzione delle tecnologie digitali.

Seppur contraddistinto da iniziative che talvolta hanno deviato dai risultati attesi ed erede di una capacità di ripresa economica meno marcata rispetto ai principali stati europei, il percorso delineato dai diversi Piani Nazionali si attesta essere indirizzato nella giusta direzione.

Recenti statistiche fotografano un paese all’avanguardia rispetto alle nuove tecnologie, con dati incoraggianti. L’Italia si attesta al quarto posto in Europa per la presenza di imprese manifatturiere hi-tech ed ai primi posti nei settori ad alta tecnologia; le risorse investite in ricerca scientifica e tecnologica sono al di sopra della media europea. Gli incentivi fiscali e le iniziative legate ad Industria 4.0 hanno segnato risultati positivi, delineando il quadro di un paese ricco di potenzialità e risorse.

Le aziende italiane stanno realmente abbracciando il cambiamento?

Può essere interessante valutare quale sia la percezione degli imprenditori rispetto alla situazione – statisticamente ottimistica – in cui si trovano le imprese nazionali in riferimento alla Quarta Rivoluzione Industriale, che sta mettendo in discussione modelli di business e strategie.

I numeri attestano che l’Italia rientra nei primi 10 paesi a livello mondiale in riferimento a molte tecnologie individuate come abilitanti per Industria 4.0: siamo al 7° posto per quanto riguarda la robotica, il valore del settore Internet of Things negli ultimi tre anni è più che raddoppiato, ci troviamo al 6° posto tra i paesi leader nell’interconnessione tra macchine industriali ed il mercato delle tecnologie cloud è in continua espansione.

Si tratta di una serie di dati confortanti che dovrebbero suscitare fiducia ed ambizione nelle imprese, in quanto prova delle potenzialità del sistema industriale italiano: in generale però gli imprenditori sperimentano incertezza e sfiducia nei confronti delle azioni introdotte dal Governo.

In primis viene percepita una generale arretratezza per quanto riguarda le infrastrutture e la velocità di trasmissione dei dati, che costituisce il principale punto debole nel profilo tecnologico nazionale.

Gli imprenditori avvertono poi una contraddizione nel momento in cui alle imprese viene chiesto di promuovere un processo di costante innovazione tecnologica, per anticipare il cambiamento e garantire vantaggio competitivo e posizionamento all’avanguardia sul mercato. Nonostante il focus sulle PMI, sono infatti le grandi imprese a fare da motrice per lo sviluppo di Industria 4.0, mentre le medie e piccole realtà faticano a trovare slancio sebbene ricoprano un ruolo essenziale nella composizione del panorama imprenditoriale italiano.

Nel nostro paese si sperimenta una fisiologica insufficienza di capitale umano a fronte della domanda di tecnici e professionisti specializzati. L’attenzione degli imprenditori è però scarsa rispetto all’evoluzione del mercato del lavoro, nonostante sentano necessaria una profonda riforma dell’intero sistema educativo e formativo.

La principale questione che si pone è un distacco significativo rispetto all’estero in materia di istruzione e formazione della forza lavoro: l’Italia si attesta decisamente sotto la media europea relativamente alla diffusione delle competenze digitali nei lavoratori.

Il sentimento più diffuso fra le imprese italiane è la mancanza di una visione chiara sull’approccio al mondo Industria 4.0, sentimento che genera una fondamentale incertezza.

Pur consapevoli che l’Italia sia adeguatamente preparata nel campo delle nuove tecnologie, gli imprenditori pensano che il ruolo di orientamento del processo di trasformazione tecnologica debba essere ricoperto da Governo ed istituzioni, non risultano convinti degli sforzi di quest’ultimo e credono che gli investimenti pubblici siano scarsi (a differenza di altri paesi in cui si ritiene che la forza propulsiva dovrebbe provenire dal privato).

Essi sono più che consapevoli che la capacità di adottare nuove tecnologie digitali sarà la chiave per la competitività e che la trasformazione tecnologica comporterà l’adattamento di strategie ed organizzazione a nuovi modelli di business. La mancanza di indicazioni e cultura su come tradurre questa necessità di adattamento in azioni concrete ed efficaci genera purtroppo perplessità, a cui si aggiunge la tendenza ad adottare strategie ancora troppo incentrate sull’operatività e sulla visione di breve periodo: questa mentalità costituisce un gap rilevante rispetto al resto del mondo.

Ad accrescere l’incertezza si osserva un generalizzato pessimismo rispetto all’impatto sociale di Industria 4.0: le aziende italiane propendono per una visione caratterizzata da sconvolgimenti sociali ed aumento delle differenze nella distribuzione del reddito, fattore accentuato dalla storica volubilità del sistema politico italiano. Il sentimento globale in merito è al contrario la previsione di maggiore uguaglianza e stabilità, nell’ottica che la trasformazione tecnologica sia in grado di creare più posti di lavoro di quanti sia necessario distruggerne.

In conclusione, a dispetto dei dati che rappresentano l’Italia come un paese tecnologicamente all’avanguardia che dovrebbe guardare con fiducia alle opportunità di cambiamento che riserva il tema Industria 4.0, sembra che le imprese italiane non si sentano ancora pronte alla Quarta Rivoluzione Industriale, avvertendo marcatamente l’esigenza di una gestione del cambiamento più efficace da parte di Governo ed istituzioni.

Valore Consulting presta da sempre particolare attenzione alle esigenze del tessuto imprenditoriale nazionale, proprio perché intende porsi come intermediario fra le imprese e le istituzioni: da un lato le prime che necessitano di un semplice ed affidabile canale di selezione ed accesso ai contributi, dall’altro le seconde che, pur prevedendo vantaggiose opportunità di sviluppo ed innovazione, non sono ancora riuscite a raggiungere l’obiettivo della semplificazione normativa e documentale.

La nostra presenza a MECSPE 2020, il più grande appuntamento dedicato alle innovazioni per l’industria manifatturiera, è perciò d’obbligo: quale migliore occasione per dialogare con gli imprenditori innovativi che puntano all’eccellenza a livello europeo e globale?

Ti aspettiamo dal 29 al 31 ottobre alle Fiere di Parma, Padiglione 7 – Stand C97: sarà un piacere fare la tua conoscenza e valutare insieme ciò che può fare Valore Consulting per lo sviluppo e l’innovazione del tuo business.

In un clima di incertezza, la Finanza Agevolata rappresenta la connessione fra imprese ed istituzioni e permette di andare oltre l’ottica di breve periodo con l’elaborazione di strategie d’investimento che garantiscano uno sviluppo duraturo ed il consolidamento della competitività: continua a seguirci per saperne di più!

 

Ti interessa conoscere la storia di Industria 4.0? Leggi gli articoli precedenti:

C’era una volta Industria 4.0: le origini.

Industria 4.0: i primi passi in Italia.

Da Industria 4.0 ad Impresa 4.0: un cambio di paradigma.

Da Impresa 4.0 a Transizione 4.0: innovazione e sostenibilità.

Transizione 4.0: le opportunità 2020 da non perdere.

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