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Da Industria 4.0 ad Impresa 4.0: un cambio di paradigma

Regione: Italia
Tipologia: Industria 4.0

Impresa 4.0 è il termine che, nel piano governativo italiano 2018, sostituiva la dicitura “Industria 4.0”.

Come seconda fase del Piano Industria 4.0 intendeva rimarcare la continuità sul piano delle tematiche Industry 4.0 ed al contempo esprimere la volontà di andare oltre la visione limitata all’innovazione tecnologica d’azienda, introducendo un punto di vista maggiormente focalizzato sulla creazione di un ambiente più sicuro ed incoraggiante anche per le PMI, supportato da ricerca e formazione.

Mentre il piano Industria 4.0 del 2017 era principalmente focalizzato sulla sostituzione e la modernizzazione delle macchine utensili e degli impianti dell’industria manifatturiera, il piano Impresa 4.0 del 2018 ampliava i benefici anche alle aziende del terziario, incentivando la formazione indispensabile per utilizzare con profitto le tecnologie digitali.

Proprio in questo senso, la portata delle misure previste dal Piano, precedentemente limitata solo al manifatturiero, veniva estesa a tutti i settori dell’economia così da permettere alle Piccole e Medie Imprese di adottare strumenti innovativi in grado di supportare questa fase di trasformazione e digitalizzazione.

La Legge di Bilancio 2018 proseguiva sulla strada degli incentivi per stimolare gli investimenti nella digitalizzazione 4.0 delle imprese, prorogando le misure introdotte nel 2017 (super-ammortamento, iper-ammortamento e nuova Sabatini) con alcune variazioni, ed allargava gli incentivi fiscali anche alla formazione digitale.

Il testo della Legge di Bilancio 2018, approvato dopo un lungo percorso caratterizzato da significative modifiche ad opera prima del Senato, poi della Camera, prevedeva in sintesi:

  • Conferma dell’iper-ammortamento per beni materiali ed immateriali, con rilevanti modifiche ed ampliamenti, per l’intero corso dell’anno. In particolare, l’allegato B della Legge 232/2016 includeva tra i beni immateriali oggetto dell’agevolazione:
    • sistemi di gestione della supply chainfinalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
    • softwaree servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
    • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field)
  • Conferma del super ammortamento, con riduzione degli incentivi e limitazioni ad esempio per gli autoveicoli;
  • Rifinanziamento della Nuova Sabatini con 330 milioni di euro per il finanziamento degli investimenti in beni strumentali;
  • Introduzione del credito d’imposta per la formazione per il recupero delle spese sostenute per la formazione del personale sulle tecnologie 4.0

Anche l’anno successivo, la Legge di Bilancio 2019 si dimostrava in linea con la scelta di mantenere coerenza con le direttrici strategiche d’intervento delineate dal Piano Nazionale Impresa 4.0 per il periodo 2017-2020. Tale presa di posizione si concretizzava in una serie di iniziative previste per correggere alcune delle criticità emerse nel corso degli anni ed orientarsi verso l’integrazione.

In sintesi, le iniziative correlate alle direttrici chiave potevano sintetizzarsi come segue:

  • Investimenti innovativi
    • Incentivare gli investimenti privati su tecnologie e beni Industria 4.0
      • Proroga dell’iper-ammortamento con rimodulazione delle agevolazioni per incentivare le PMI.
      • Eliminazione del super ammortamento dal Piano Impresa 4.0 (incorporato nel Decreto Crescita) con introduzione della mini-IRES a parziale compensazione, per le imprese che investivano in nuovi impianti o in beni strumentali e per quelle che assumevano personale.
      • Rifinanziamento della Nuova Sabatini per l’agevolazione dell’accesso al credito per le PMI che investivano in beni strumentali con 480 milioni di euro.
    • Aumentare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione
      • Modifiche e rimodulazione del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.
    • Rafforzare la finanza a supporto di Industria 4.0, venture capital e start-up
      • Incentivi fiscali per investimenti in startup innovative.
      • Istituzione di Fondi di venture capital, PMI e startup innovative, sviluppo Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things.
  • Competenze
    • Mantenimento del credito d’imposta per la formazione 4.0, con aliquote modulate in favore delle PMI.
    • Introduzione del contributo a fondo perduto per agevolare l’inserimento nelle pmi dell’Innovation Manager, nuova figura professionale specializzata in trasformazione tecnologica e digitale a supporto dell’ammodernamento degli assetti gestionali ed organizzativi delle imprese.
    • Riparto regionale delle risorse finanziarie per gli Istituti Tecnici Superiori.
  • Governance e awareness, sensibilizzazione su Industria 4.0 e creazione di governance pubblica e privata.
  • Direttrici di accompagnamento: infrastrutture abilitanti e strumenti pubblici di supporto
    • Banda ultra-larga (riorganizzazione delle frequenze televisive e sviluppo della rete 5G).
    • Rifinanziamento del Fondo Centrale di Garanzia.
    • Nuove risorse finanziarie per il Made in Italy.
    • Rifinanziamento dei contratti di sviluppo.
    • Potenziamento degli interventi in materia di difesa cibernetica in favore dello sviluppo di IA, Blockchain e IoT.

Ora che abbiamo ripercorso la lunga strada che ha portato al Piano Impresa 4.0, continua a seguirci per analizzare insieme le opportunità che oggi il Governo italiano ha delineato con il nuovo Piano Transizione 4.0!

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