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C’era una volta Industria 4.0: le origini

Regione: Italia
Tipologia: Industria 4.0
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Innovazione, sviluppo, automazione, digitalizzazione, contributi, fondi, credito d’imposta.

Manifattura digitale, Fabbrica 4.0, Industria 4.0, Impresa 4.0, Transizione 4.0.

Ogni giorno leggiamo sui quotidiani ed in rete articoli e post farciti di queste parole. Spesso vengono utilizzate come sinonimi, altrettanto spesso solo per conferire autorevolezza, ottenendo però l’unico risultato di confondere le idee al pubblico.

Chi come noi conosce il significato e dedica attenzione e risorse a tali tematiche, sviluppando business e servizi a supporto delle aziende, frequentemente si ritrova a confrontarsi con interlocutori diffidenti, proprio perché hanno la percezione di essere vittima di agenti spregiudicati armati di retorica.

Riteniamo che possa essere utile ripercorrere un po’ della storia recente per capire quando e perché si è parlato di fabbrica, industria o impresa e perché “4.0” sia un elemento di caratterizzazione e non una moda inventata dai mass-media.

Tutto comincia proprio con il numero quattro, che identifica la Quarta Rivoluzione Industriale.

La 1° Rivoluzione Industriale, contraddistinta dalla tecnologia a vapore intorno al 1780, vedeva l’imporsi della produzione meccanizzata su quella artigianale.

La 2° Rivoluzione Industriale, segnata dall’utilizzo dell’energia elettrica a partire dal 1870, portava con sé la produzione di massa con l’avvento della catena di montaggio.

La 3° Rivoluzione industriale, contraddistinta dall’avvento del computer, dell’elettronica e dell’informatica a partire dagli anni ‘70, introduceva l’automazione, la smaterializzazione delle filiere produttive, la globalizzazione attraverso la tecnologia dell’informazione.

Siamo oggi testimoni della 4° Rivoluzione Industriale: la tecnologia e la rete internet aprono la strada alla digitalizzazione ed all’interconnessione, grazie a cui ci affacciamo alla reale possibilità di integrazione tra il mondo fisico, digitale e biologico.

Di fronte alla consapevolezza di questo fenomeno epocale, siamo al cospetto di un cambio di paradigma globale che gli studiosi, come per le tre rivoluzioni precedenti, identificano come una tappa del progresso che dovrebbe generare – ovviamente a seguito di una fase di adeguamento – un miglioramento della vita in termini di reddito e benessere.

Il primo accenno al termine Industria 4.0 veniva utilizzato nel 2011 alla Fiera di Hannover: in questa occasione il governo tedesco intuiva per primo la portata del cambiamento in atto, tanto da istituire un gruppo di lavoro dedicato che, nell’ottobre del 2012, presentava al governo federale una serie di raccomandazioni incluse poi in un report preliminare dell’aprile 2013. Il piano industriale tedesco varato al termine di quell’anno, chiamato “Industry 4.0”, prevedeva investimenti in infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca ed aziende per ammodernare il sistema produttivo riportando la manifattura nazionale alla competitività mondiale.

Manifattura 4.0, fabbrica digitale, fabbrica intelligente, smart factory (o fabbrica 4.0), sono termini che si riferiscono al medesimo campo semantico ed afferiscono in generale al nuovo modello produttivo basato su tecnologie digitali, interconnessione tra componenti produttive ed un approccio orientato all’innovazione di processo e di prodotto.

Il concetto di Manifattura Digitale, o Manifattura 4.0 implica un’innovazione a livello di prodotto, nell’ottica di integrare le nuove risorse tecnologiche abilitanti nei diversi livelli del processo decisionale con l’ausilio della rete. Le cosiddette “tecnologie abilitanti” consistono in:

  • Internet Of Things, ovvero la realizzazione di oggetti “intelligenti” in grado di comunicare dati attraverso la rete internet, contraddistinti da alcune caratteristiche: identificazione, connessione, localizzazione, capacità di elaborare dati, capacità di interagire con l’ambiente esterno.
  • Analisi dei Big Data: indispensabile per trarre informazioni dall’enorme volume di dati, spesso non strutturati e difficilmente elaborabili dalle architetture informatiche tradizionali, generato dalle nuove tecnologie.
  • Tecnologie su misura (Wearable Technologies), dispositivi utili nello svolgimento delle azioni quotidiane per comunicare, monitorare abitudini, prendere decisioni. Attualmente risentono dello sviluppo non ancora consolidato di alcune tecnologie (realtà aumentata, riconoscimento vocale, tecnologia olografica, latenza nell’esecuzione dei comandi, interoperabilità, intelligenza artificiale).
  • Cloud Computing (archiviazione, gestione e processamento dei dati utilizzando reti di server remoti).
  • Manifattura additiva (processi produttivi basati sulla realizzazione di oggetti per unione di materiali, non più per sottrazione, a partire da prototipazione e modellazione 3D).
  • Automazione attraverso la

Le tecnologie individuate per la Manifattura 4.0 sorreggono l’impalcatura della cosiddetta Fabbrica 4.0, o fabbrica intelligente: una seconda componente dell’Industria 4.0 è infatti l’innovazione di processo. La messa in rete della catena dell’offerta interessa non solo il cambiamento tecnologico delle linee produttive, ma investe l’intero assetto organizzativo del lavoro: saper riconfigurare il processo dalla singola risorsa alla rete logistica globale, implementando automazione e capacità gestionali senza dimenticare l’integrazione dei servizi diventa a tutti gli effetti un vantaggio strategico e competitivo.

Industria 4.0 è quindi un nuovo approccio, in termini di prodotto e processo, che attraverso l’adeguamento tecnologico, una maggiore flessibilità, flussi informativi costanti ed interconnessione, mira a adeguare il sistema industriale alle mutate esigenze del mercato globale.

Questo approccio deriva da quattro concetti cardine, individuati con l’obiettivo di aumentare la velocità del passaggio dal prototipo al prodotto industrializzato, migliorando qualità e produttività:

  • Decentralizzazione e ricomposizione della catena del valore a livello mondiale;
  • Offerta personalizzata;
  • Eliminazione delle barriere tra industria e servizi;
  • Commistione tra produzione e consumo.

L’Italia deciderà di prendere in considerazione queste tematiche nel febbraio 2016 attraverso una prima indagine parlamentare: uno studio conoscitivo della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati è stata effettuata al fine di definire una strategia italiana Industria 4.0. Nel mese di settembre dello stesso anno il Ministro per l’Economia e lo Sviluppo Carlo Calenda ed il Presidente del Consiglio in carica Matteo Renzi presentavano il Piano Nazionale Industria 4.0 (2017-2020).

Quest’ultimo non diventerà un vero documento programmatico, ma sicuramente alcuni suoi elementi (norme-incentivo automatiche facilmente accessibili, misure fiscali, agevolazioni) hanno avuto modo di confluire nella Legge di Bilancio per il 2017.

Nei prossimi articoli approfondiremo l’evoluzione del Piano Nazionale Industria 4.0 in Italia, facendo chiarezza sulle varie misure adottate e modificate nel corso degli ultimi anni.

Se anche tu hai colto l’importanza di capire l’evoluzione storica dei concetti alla base del Piano per comprendere appieno le potenzialità e le opportunità per le imprese del recente Piano Transizione 4.0, continua a seguirci!

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