Notizie e Bandi

Novembre 20, 2020
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FINALITÀ

La Regione Lombardia promuove modelli innovativi di organizzazione del lavoro per incrementare la produttività aziendale e il benessere dei lavoratori.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità operativa in Lombardia, aventi un numero di dipendenti almeno pari a 3.

Rientrano tra i beneficiari anche le imprese che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti nel periodo dell’emergenza da COVID-19, a partire dal 25 febbraio 2020 per la durata dello stato di emergenza, ovvero fino al 30/06/2020.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto l’adozione e l’attuazione di piani di smart working, articolati come segue:

A. Supporto all’adozione del Piano di smart working:

B. Supporto all’attuazione del Piano di smart working:

Ai fini del riconoscimento della spesa tutti gli interventi di cui all’azione A devono essere realizzati obbligatoriamente.

Azione A – Supporto all’adozione del Piano di smart working

1. Attività preliminari all’adozione del piano di smart working

L’obiettivo è supportare il beneficiario nella definizione della policy aziendale sullo smart working e delle procedure idonee a introdurre la modalità di lavoro smart. L’attività deve essere realizzata ad hoc, considerando le caratteristiche del beneficiario: categoria produttiva, dimensione, strumenti organizzativi e tecnologici, cultura dell’organizzazione e stili di leadership

2. Attività di formazione rivolta al management e agli smart worker

L’obiettivo è accompagnare il management al cambiamento organizzativo dei modelli manageriali tradizionali basati su concetti come il luogo e l’orario di lavoro, promuovendo nuovi stili di leadership che privilegino l’autonomia e la responsabilità dei lavoratori, dando loro maggior fiducia e flessibilità

3. Avvio e monitoraggio di un progetto pilota

L’obiettivo è supportare il beneficiario nella sperimentazione del piano di smart working. L’attività di monitoraggio ha l’obiettivo di verificare l’andamento del piano di smart working, valutandone l’opportunità di perfezionamento e d’implementazione a regime

Azione B – Supporto all’attuazione del Piano di smart working

1. Acquisto di strumentazione tecnologica

L’obiettivo è sostenere il beneficiario nell’acquisto di nuova strumentazione tecnologica funzionale all’attuazione del piano.

Le spese ammissibili dovranno essere inerenti a componenti hardware quali notebook, smartphone e accessori nonchè componenti software funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart working.

NUMERO DI DIPENDENTI NUMERO MASSIMO DI ORE DI FORMAZIONE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
da 3 a 10 24
da 11 a 20 32
da 21 a 30 48
oltre 30 64

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili al contributo le spese sostenute per l’acquisto e l’attuazione delle attività realizzate sul territorio lombardo.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la veste di un finanziamento a fondo perduto (voucher) per la fruizione dei servizi di cui alle azioni A e B.

Il valore del voucher è pari agli importi indicati nella sottostante tabella.

Nel conteggio dei dipendenti si devono ricomprendere le seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato sia a tempo pieno che a tempo parziale;
  • contratto di apprendistato, soci-lavoratori di cooperative.
NUMERO DI DIPENDENTI IMPORTO TOTALE DEL VOUCHER PER AZIONE A – ADOZIONE DEL PIANO PER AZIONE B – ATTUAZIONE DEL PIANO
da 3 a 10 € 7.500,00 € 5.000,00 € 2.500,00
da 11 a 20 € 10.500,00 € 7.000,00 € 3.500,00
da 21 a 30 € 15.000,00 € 10.000,00 € 5.000,00
oltre 30 € 22.500,00 € 15.000,00 € 7.500,00

TERMINE

Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 16/12/2021 e verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a sportello.


Aprile 6, 2020
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FINALITÀ

Nel quadro delle misure urgenti promosse a supporto del sistema economico territoriale di fronte agli effetti della crisi economica causata dall’emergenza COVID-19, la Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza, Lodi avvia l’intervento straordinario Restart Digitale finalizzato a sostenere, mediante contributi per l’adozione di tecnologie e strumenti informatici e digitali, la capacità di risposta all’emergenza, a garantire la continuità delle attività e a rafforzare le potenzialità di ripresa in tempi rapidi.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le Micro e Piccole Imprese, aventi sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese, nonché con il pagamento del diritto annuale.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto investimenti e spese in tecnologie digitali, hardware, software, accessori, applicativi e servizi specialistici che consentano di:

  • implementare nuovi modelli organizzativi, mediante strumenti tecnologici, che consentano di attivare forme di flessibilità del lavoro, tra cui smart working e il telelavoro;
  • incrementare la telematizzazione delle attività sia di back office che di front office, anche mediante infrastrutture tecnologiche e piattaforme per l’erogazione e l’acquisizione remota di servizi online;
  • migliorare l’efficienza aziendale tramite adozione di tecnologie e soluzioni Cloud, che consentano l’archiviazione sicura dei documenti, l’accesso alle risorse documentali da remoto e da qualsiasi device, la condivisione dei documenti e la collaborazione “a distanza”;
  • fruire della connettività a banda larga e ultra larga, quindi del collegamento alla rete internet, mediante qualsiasi tecnologia (ADSL, fibra ottica, 3G, 4G, satellitare, radio).

L’intervento deve avere un valore complessivo minimo pari o superiore ad € 1.500,00.

Ciascun beneficiario potrà presentare una sola domanda.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le seguenti voci di spesa:

  1. acquisto di notebook, pendrive USB, stampanti, scanner finalizzati al lavoro a distanza;
  2. acquisto di accessori come docking station, cavi, adattatori;
  3. acquisto di apparati orientati alla telematizzazione delle attività quali webcam, microfono, altoparlanti, sistemi integrati per la videoconferenza;
  4. acquisto di tecnologie e servizi in cloud in grado di garantire forme di collaborazione a distanza come sharing di documenti, spazio di archiviazione in cloud, meeting virtuali;
  5. acquisto e installazione VPN, VoiP, sistemi di Backup e ripristino dei dati Sicurezza di rete;
  6. configurazione delle reti e degli strumenti per il lavoro a distanza;
  7. software per servizi all’utenza come siti web, app, integrazioni con provider, servizi di pagamento;
  8. contratti per abbonamento a servizi in cloud per gestione business in cloud in modalità software as a service (servizi pacchetto Office 365, suite servizi Google business, suite Adobe, Autocad, Prezi);
  9. acquisto di strumentazione e servizi per la connettività come smartphone, modem e router Wi-Fi, switch, antenne;
  10. consulenza e di formazione connesse agli investimenti precedenti;
  11. altre spese assimilabili.

Le spese devono essere state sostenute a partire dal 24/02/2020.

Non possono essere presentate spese già ammesse ad agevolazioni su altri interventi.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la veste di un contributo a fondo perduto (voucher) a copertura del 70% delle spese ammissibili, sino ad un massimo di € 5.000,00.

L’agevolazione è cumulabile, per gli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato e con aiuti in regime “de minimis”, se l’aiuto cumulato non supera l’importo massimo stabilito.

INTENSITA’ DEL CONTRIBUTO IMPORTO CONTRIBUTO MASSIMO IMPORTO INVESTIMENTO MINIMO
70% € 5.000,00 € 1.500,00

TERMINE

La domanda può essere presentata fino alle ore 12:00 del 30/06/2020.

Le domande verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a sportello.


Marzo 26, 2020
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FINALITÀ

La Regione Lazio promuove modelli innovativi di organizzazione del lavoro per incrementare la produttività aziendale e il benessere di lavoratori delle imprese del proprio territorio e ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, eliminando il vincolo del luogo ove deve essere svolta la prestazione e lasciando libertà di scelta al lavoratore.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le imprese, di qualunque dimensione ed in qualsiasi forma costituite, ed i liberi professionisti, con sede legale e/o unità operativa nella Regione ed in possesso dei seguenti requisiti:

  • attive e regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di competenza;
  • se liberi professionisti, in possesso di partita IVA;
  • numero di dipendenti almeno pari a 2;
  • non sono già in possesso di un piano di smart working regolamentato o del relativo accordo aziendale;
  • in regola rispetto alla verifica della regolarità contributiva;
  • ottemperante o non assoggettabile agli obblighi di assunzione ai sensi della vigente disciplina in materia categorie protette;
  • non esercitano la propria attività economia in uno dei seguenti settori: pesca e acquacoltura, produzione primaria dei prodotti agricoli, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

È consentita la presentazione di proposte nella forma di ATI o ATS con uno o più operatori accreditati della formazione professionale, a condizione che l’impresa svolga il ruolo di capofila dell’ATS/ATI e sia il principale attore del progetto.

I destinatari dell’intervento sono lavoratori e lavoratrici dipendenti dei beneficiari, ricompresi nelle seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (in entrambi i casi sia a tempo pieno, sia a tempo parziale);
  • contratto di apprendistato;
  • soci-lavoratori di cooperative (sia che partecipino o non partecipino agli utili).

Si specifica che, alla luce delle recenti disposizioni del Governo (DPCM del 1 marzo 2020, confermato con i DPCM del 4 marzo e dell’11 marzo) che sono intervenute sulle modalità di accesso allo smart working, il possesso da parte dell’impresa di un piano di smart working regolamentato o del relativo accordo aziendale adottato prima dell’emergenza COVID-19 (coronavirus) o l’attivazione da parte dell’impresa della procedura telematica semplificata per l’accesso allo smart working, prevista dai DPCM richiamati, non costituiscono cause di esclusione per la partecipazione alla presente Misura.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono rientrare in uno dei seguenti ambiti:

  • Azione A: servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale;
  • Azione B: acquisto di strumenti tecnologici funzionali all’attuazione del piano di smart working.

Azione A

Il supporto all’adozione del Piano di Smart Working (incluso il regolamento aziendale e documentazione utile alla regolazione dello Smart Working) in base alle caratteristiche specifiche dell’impresa richiedente l’agevolazione, comprende le seguenti attività:

  • Attività preliminari all’adozione del piano di Smart Working. Riguardano la definizione della policy aziendale sullo smart working e delle procedure idonee a introdurre la modalità di lavoro smart. Nello specifico, si prevede:
  1. analisi organizzativa e dei processi interni aziendali;
  2. individuazione delle tecnologie digitali più idonee per lo smart working (es. strutturazione di processi di dematerializzazione, realizzazione di strumenti di social collaboration, utilizzo di devices, ecc.);
  3. consulenza giuslavoristica per garantire il rispetto delle normative vigenti;
  4. supporto per la stesura del piano di smart working e la redazione dell’accordo aziendale, corredato della modulistica necessaria. Non vi rientra l’attività di ridefinizione degli spazi di lavoro aziendali (lay-out fisici).
  • Attività di formazione rivolta al personale interessato dallo Smart Working. L’attività di formazione può essere realizzata dagli stessi beneficiari che si candidano per la realizzazione di attività di formazione e direttamente destinata ai propri dipendenti o può essere erogata da un organismo accreditato dalla Regione. L’attività formativa riguarda sia il management aziendale – per ciò che riguarda l’accompagnamento verso il recepimento di modelli organizzativi e di governance flessibili – sia i lavoratori che ricorrono allo smart working, operando così in assenza di vincoli orari o logistici e con l’utilizzo di differenziati strumenti tecnologici. Al personale interessato dallo Smart Working, quindi, occorre assicurare le giuste conoscenze e competenze, in ordine anche alla sicurezza in caso di infortuni e malattie professionali. Ogni azione formativa deve:
  1. essere dedicata esclusivamente ai dipendenti del beneficiario;
  2. prevedere un massimo di 10 partecipanti;
  3. avere una durata minima di 16 ore. Ai fini del riconoscimento integrale della spesa, la percentuale media di partecipazione dovrà essere superiore all’80% delle ore di formazione previste, o, comunque, non meno del 70%, in caso di parere favorevole del Collegio dei formatori. La prima tabella di questo paragrafo illustra il numero massimo di ore ammissibili al finanziamento.
  • Avvio e monitoraggio di un progetto pilota. L’obiettivo è supportare il beneficiario nella sperimentazione del piano di smart working, anche con un numero ridotto di dipendenti o appartenenti ad una sola unità produttiva. L’attività di monitoraggio ha l’obiettivo di verificare l’andamento del piano di smart working progettato, valutandone l’opportunità di perfezionamento e d’implementazione a regime. Il progetto sperimentale deve avere una durata minima di 5 mesi e dovrà coinvolgere un numero minimo di dipendenti, secondo i parametri riportati nella seconda tabella del presente paragrafo.

Azione B

L’azione riguarda il supporto all’attuazione del piano di smart working, attraverso l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica.

Le azioni dovranno essere realizzate entro 9 mesi dalla data della comunicazione di avvio attività.

Ciascun beneficiario potrà presentare una sola domanda.

NUMERO DI DIPENDENTI NUMERO MASSIMO DI ORE DI FORMAZIONE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
Da 2 a 10 dipendenti 24
Da 11 a 20 dipendenti 32
Da 21 a 30 dipendenti 48
Oltre 30 dipendenti 64
NUMERO DIPENDENTI DEL BENEFICIARIO NUMERO MINIMO DI DIPENDENTI DA COINVOLGERE NEL PROGETTO PILOTA
Da 2 a 6 dipendenti 1
Da 7 a 10 dipendenti 2
Da 11 a 16 dipendenti 3
Oltre i 16 dipendenti n. calcolato percentuale del 20% con arrotondamento con eccesso all’unità successiva

SPESE AMMISSIBILI

Azione A

Il costo complessivo è il risultato della somma dei costi diretti previsti per le risorse umane impegnate nell’attuazione e gestione degli interventi previsti, più il 40% di tali costi a copertura di tutti gli altri costi ammissibili necessari per la realizzazione dell’operazione.

Le spese di coordinamento, direzione del progetto, segreteria organizzativa, monitoraggio e valutazione, non possono essere complessivamente superiori al 20% del totale delle spese dirette di personale. L’attività di tutoraggio dovrà essere prevista per un monte ore complessivo per un numero massimo di ore corrispondenti a quelle dell’attività formativa.

Azione B

Le spese ammissibili dovranno essere inerenti esclusivamente alle seguenti voci:

  • componenti hardware, nello specifico:
  1. notebook;
  2. smartphone;
  3. accessori.
  • componenti software

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione è pari agli importi indicati nella sottostante tabella, distinti per tipologia di azione, e varia in relazione al numero totale di dipendenti delle sedi operative/unità produttive localizzate sul territorio di Regione Lazio.

NUMERO DIPENDENTI IMPORTO TOTALE DEL CONTRIBUTO DI CUI: IMPORTO PER AZIONE A DI CUI: IMPORTO PER AZIONE B
Da 2 a 10 dipendenti € 7.500,00 € 5.000,00 € 2.500,00
Da 11 a 20 dipendenti € 10.500,00 € 7.000,00 € 3.500,00
Da 21 a 30 dipendenti € 15.000,00 € 10.000,00 € 5.000,00
Oltre 30 dipendenti € 22.500,00 € 15.000,00 € 7.500,00

TERMINE

La domanda può essere presentata fino ad esaurimento delle risorse.


Dicembre 10, 2019
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FINALITÀ

Obiettivo della Misura è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.

BENEFICIARI

I beneficiari sono:

  • Piccole e Medie Imprese singole o raggruppate in Associazioni Temporanee di Imprese costituende o già costituite;
  • Grandi Imprese a condizione che venga adottato un nuovo Piano di welfare territoriale oppure che un Piano di welfare aziendale esistente venga ampliato e messo a disposizione del territorio di riferimento. In entrambi i casi dovrà avere una forte condivisione con Enti o altri soggetti locali e/o si dovrà configurare come forma di integrazione/sinergia con iniziative di welfare locale e di comunità già esistenti o fase di definizione.

Verrà data una priorità alle proposte progettuali presentate da ATI, nelle quali, oltre alla Grande Impresa con funzione di capofila, siano inserite in partenariato anche PMI del territorio.

Tutti i beneficiari devono avere la sede legale o unità operativa in Piemonte.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili dovranno documentare:

  • l’avvio di una rete territoriale istituzionale che coinvolga tutti i soggetti funzionali al raggiungimento dell’obiettivo della Misura ossia lo sviluppo di sistemi di welfare aziendale e territoriale (es. fornitori diretti di servizi di welfare, enti del terzo settore, associazioni di rappresentanza sindacale e datoriale, ecc.);
  • nel caso di coinvolgimento di più aziende, la formalizzazione di una rete operativa, gestita in ATI che includa le imprese del territorio coinvolte nell’adozione dei Piani di welfare.

In particolare, nell’ambito delle attività di realizzazione sono ammissibili:

Attività propedeutiche, organizzative e di raccordo

  • attività propedeutiche all’erogazione dei servizi di welfare
  • analisi delle necessità e dei bisogni della popolazione aziendale
  • definizione del piano di welfare, realizzato ex-novo, integrando e completando, laddove presenti, le iniziative di welfare aziendale previste nell’ambito degli accordi con le rappresentanze sindacali aziendali e/o dalla contrattazione collettiva. Il piano di welfare realizzato deve essere trasmesso e messo a disposizione della Regione Piemonte che potrà darne divulgazione nell’ambito della propria attività di disseminazione di buone pratiche sul territorio regionale
  • attività organizzative e di raccordo per l’erogazione dei servizi di welfare

In una prospettiva di promozione di reti territoriali tra aziende e altri soggetti funzionali al raggiungimento degli obiettivi, quali i fornitori diretti di servizi di welfare, enti del terzo settore, associazioni di rappresentanza sindacale e datoriale, potranno essere riconosciute ammissibili le seguenti attività e i relativi costi:

  • istituzione della figura del welfare manager in possesso di buone capacità di comunicazione interpersonale e di problem solving, soprattutto nel caso di un piano di welfare condiviso tra più aziende, che possa supportare le imprese, sia nella fase ideativa e progettuale che in quella realizzativa e gestionale, nel favorire il raccordo fra le aziende del territorio, nel caso di coinvolgimento di più imprese nel piano di welfare, definire le linee guida della politica di welfare dell’azienda, studiare i bisogni della popolazione aziendale, predisporre il piano di welfare, monitorare il buon andamento delle attività inserite nel piano stesso e la soddisfazione delle persone;
  • creazione e mantenimento delle reti territoriali composte dalle aziende e dagli altri soggetti funzionali al raggiungimento degli obiettivi che possano garantire la continuità nel tempo e la sostenibilità dell’iniziativa favorendone al contempo il suo radicamento nel tessuto sociale e produttivo del territorio di riferimento. Le reti territoriali dovranno essere formalizzate con specifico atto sottoscritto da tutti i soggetti che le compongono e messo a disposizione della Regione Piemonte, pena la non ammissibilità dei relativi costi.

Attivazione di servizi di welfare

Nell’ambito della realizzazione dei progetti è previsto il sostegno all’attivazione di servizi di welfare aziendale contenuti nel piano di welfare definito.

Le macro-aree di servizi di welfare attivabili nell’ambito dei progetti sono di seguito elencate.

Macro Area 1 “Conciliazione dei tempi di vita e lavoro”

  • sostegno della flessibilità degli orari di lavoro anche attraverso la sperimentazione di modalità di lavoro indipendente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o dell’azienda quali il telelavoro o lo smart working;
  • sostegno alla fruizione di servizi educativi per l’infanzia, autorizzati al funzionamento, anche mediante la stipula di convenzioni con strutture già esistenti con disponibilità di posti;
  • sostegno alla fruizione di servizi di cura di familiari anziani o non autosufficienti/disabili anche mediante la stipula di convenzioni con soggetti del territorio quali, ad esempio, cooperative sociali o altre strutture che offrano servizi a prezzi calmierati;
  • sostegno all’erogazione di servizi aziendali, anche attraverso la creazione della figura del maggiordomo/fattorino aziendale, oppure all’apertura di sportelli pratiche e per la consulenza fiscale/contributiva anche in convenzione con Centri di Assistenza Fiscale;
  • integrazione socio-lavorativa delle persone con disabilità anche attraverso l’istituzione della figura del disability manager (ad esempio in condivisione tra più aziende) che ha, tra l’altro, il compito d: contribuire alla corretta gestione del personale con disabilità da parte delle aziende e di collaborare con la rete/servizi per l’inserimento in azienda, adattando contestualmente l’organizzazione, al fine di accogliere e gestire i bisogni del personale con disabilità certificata, con un’attenzione alle misure di welfare aziendale e di smart working;  proporre gli accomodamenti ragionevoli, con particolare focus sugli strumenti di organizzazione del lavoro innovativi e di conciliazione tra vita e lavoro.

Macro Area 2 “Politiche per le pari opportunità

  • servizi di sostegno alla maternità/paternità quali ad esempio attività di informazione e sensibilizzazione alla condivisione delle responsabilità di cura attraverso l’istituzione di sportelli dedicati o l’organizzazione di seminari/eventi tematici, attività informative “a sportello” o seminariali su normativa a tutela della maternità e paternità, sulla fruizione dei congedi parentali, sugli incentivi statali/regionali disponibili;
  • attivazione di percorsi di sostegno al rientro lavorativo dopo un periodo di lunga assenza per motivi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (es. dopo la maternità o il congedo parentale) anche attraverso l’organizzazione di specifiche attività di formazione/aggiornamento professionale.

Macro Area 3 “Sostegno alla cultura di benessere globale della lavoratrice e del lavoratore”

  • iniziative di formazione/informazione inerenti alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro familiari anche attraverso l’organizzazione di seminari e workshop;
  • attivazione di sportelli di sostegno psicologico, ad esempio, rivolti a genitori con figli adolescenti o problematici.

Sono inoltre ammissibili le iniziative di impegno volontario delle imprese per la partecipazione attiva alla vita della comunità locale.

In particolare sono ammissibili, unicamente nel cofinanziamento privato, i costi del personale dell’impresa impiegato in attività di volontariato aziendale pianificato e svolto, in orario di lavoro, all’esterno dell’azienda.

Verrà data priorità ai progetti che possiedano e documentino uno o più dei seguenti requisiti:

  1. impresa singola o imprese in ATI localizzate in aree territoriali ricomprese nella Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI);
  2. coinvolgimento delle organizzazioni sindacali finalizzato alla condivisione del Piano di welfare aziendale da realizzare;
  3. coinvolgimento nella rete territoriale istituzione di Enti pubblici locali e/o Istituzioni di parità;
  4. domanda presentata in ATI, con una grande impresa con funzioni di capofila e proposta progettuale rispondente ai requisiti delle priorità regionali specifiche.

Il valore di ciascun progetto deve essere compreso tra un minimo di € 60.000,00 ed un massimo di € 200.000,00.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le seguenti voci di spesa:

  1. preparazione
  2. realizzazione
  3. diffusione dei risultati
  4. direzione e controllo interno
  5. costi indiretti

Il cofinanziamento privato deve essere pari ad almeno il 20% dell’importo totale del progetto.

Il periodo di validità delle spese è compreso tra le date comunicate di avvio e conclusione del progetto, più ulteriori 90 giorni unicamente per la rendicontazione finale; le spese di progettazione sono ammissibili dall’11/04/2019.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la veste di un contributo in conto capitale la cui intensità massima è pari all’80% delle spese ammissibili e l’importo massimo concedibile è pari ad € 180.000,00.

TERMINE

La domanda deve essere presentata entro le ore 12:00 del 27/02/2019.

Le domande verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a graduatoria.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, premendo il tasto 3, oppure scrivici a info@vconsulting.it

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Marzo 25, 2019
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FINALITÀ

La finalità è promuovere la conoscenza del Welfare Aziendale, ovvero di un’ampia gamma di interventi che mirano a dare luogo a vantaggi nei confronti sia dei lavoratori che dell’azienda
stessa in termini di clima aziendale, produttività e diminuzione del turnover e dell’assenteismo.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le imprese aderenti a Fonarcom.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono riguardare la diffusione della cultura del Welfare Aziendale e delle soluzioni adottate dalla singola impresa (servizi sostitutivi di mensa e ristorazione, polizze assicurative e previdenziali, servizi collegati alla salute, beni e/o servizi collegati all’istruzione, facilitazioni o garanzie per prestiti e/o mutui, promozioni e rimborsi legati alle attività del tempo libero, sconti e convenzioni per l’acquisto di beni e/o servizi).

Tali interventi sono costituiti dalla predisposizione di piani formativi:

  • aziendali (della durata complessiva di 8 mesi);
  • interaziendali (della durata complessiva di 11 mesi).

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la veste di un contributo a fondo perduto erogato in regime “de minimis”.

L’importo minimo del contributo per ogni intervento è di € 990,00 mentre quello massimo è di € 14.850,00.

TERMINE

La domanda deve essere inviata entro il 30/09/2019. Le domande verranno esaminate in base ad una procedura a sportello fino ad esaurimento delle risorse.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, oppure scrivici un’e-mail: Valore Consulting è una società di consulenza aziendale specializzata in finanza agevolata per il finanziamento delle imprese con contributi europei, incentivi e agevolazioni fiscali.

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Vieni a trovarci a MECSPE, Sabato 30 Marzo, Ore 10.00!

 


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