Notizie e Bandi

Marzo 16, 2021
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FINALITÀ

Lo Stato offre ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro, determinate dall’emergenza Covid-19.

BENEFICIARI

I beneficiari sono i datori di lavoro privati i quali hanno stipulato, entro il 30/06/2021, gli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili si incentrano sugli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro, stipulati per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, o per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori, sottoscritti entro il 30/06/2021.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese ammissibili sono costituite dalle ore di lavoro in riduzione, comprensive dei contributi previdenziali e assistenziali, destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la forma di un contributo il cui importo massimo è distinto tra il costo delle ore di formazione ed i relativi contributi previdenziali ed assistenziali.

TERMINE

La domanda dovrà essere presentata entro il 30/06/2021.

Le domande saranno esaminate mediante una procedura valutativa a sportello.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, oppure scrivici un’e-mail: Valore Consulting è una società di consulenza aziendale specializzata in finanza agevolata per il finanziamento delle imprese con contributi europei, incentivi e agevolazioni fiscali.


Marzo 9, 2021
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FINALITÀ

La Misura potenzia il lavoro agile o smart working.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese aventi una sede operativa in Piemonte, che esercitano la loro attività economica in tutti i settori, ad eccezione della produzione agricola, della pesca, dell’acquacoltura e dell’industria carboniera.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto lo sviluppo, il potenziamento e la qualificazione del lavoro agile o smart working.

Sono ammissibili i seguenti interventi:

  • realizzazione di investimenti, acquisto di hardware e software o personalizzazione di applicazioni e integrazione con altri sistemi informativi aziendali, attivazione o adeguamento di impianti tecnici e dei locali necessari per l’esercizio dell’attività in smart working;
  • corsi esterni di formazione professionale e manageriale per i dipendenti, gli amministratori e soci.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assumerà la forma di un contributo a fondo perduto per un massimo del 40% del costo delle spese ammissibili. L’importo massimo non potrà essere superiore a € 40.000,00.

TERMINE

In attesa di pubblicazione del Bando da parte della Regione.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, oppure scrivici un’e-mail: Valore Consulting è una società di consulenza aziendale specializzata in finanza agevolata per il finanziamento delle imprese con contributi europei, incentivi e agevolazioni fiscali.


Novembre 20, 2020
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FINALITÀ

La Regione Lombardia promuove modelli innovativi di organizzazione del lavoro per incrementare la produttività aziendale e il benessere dei lavoratori.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità operativa in Lombardia, aventi un numero di dipendenti almeno pari a 3.

Rientrano tra i beneficiari anche le imprese che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti nel periodo dell’emergenza da COVID-19, a partire dal 25 febbraio 2020 per la durata dello stato di emergenza, ovvero fino al 30/06/2020.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto l’adozione e l’attuazione di piani di smart working, articolati come segue:

A. Supporto all’adozione del Piano di smart working:

B. Supporto all’attuazione del Piano di smart working:

Ai fini del riconoscimento della spesa tutti gli interventi di cui all’azione A devono essere realizzati obbligatoriamente.

Azione A – Supporto all’adozione del Piano di smart working

1. Attività preliminari all’adozione del piano di smart working

L’obiettivo è supportare il beneficiario nella definizione della policy aziendale sullo smart working e delle procedure idonee a introdurre la modalità di lavoro smart. L’attività deve essere realizzata ad hoc, considerando le caratteristiche del beneficiario: categoria produttiva, dimensione, strumenti organizzativi e tecnologici, cultura dell’organizzazione e stili di leadership

2. Attività di formazione rivolta al management e agli smart worker

L’obiettivo è accompagnare il management al cambiamento organizzativo dei modelli manageriali tradizionali basati su concetti come il luogo e l’orario di lavoro, promuovendo nuovi stili di leadership che privilegino l’autonomia e la responsabilità dei lavoratori, dando loro maggior fiducia e flessibilità

3. Avvio e monitoraggio di un progetto pilota

L’obiettivo è supportare il beneficiario nella sperimentazione del piano di smart working. L’attività di monitoraggio ha l’obiettivo di verificare l’andamento del piano di smart working, valutandone l’opportunità di perfezionamento e d’implementazione a regime

Azione B – Supporto all’attuazione del Piano di smart working

1. Acquisto di strumentazione tecnologica

L’obiettivo è sostenere il beneficiario nell’acquisto di nuova strumentazione tecnologica funzionale all’attuazione del piano.

Le spese ammissibili dovranno essere inerenti a componenti hardware quali notebook, smartphone e accessori nonchè componenti software funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart working.

NUMERO DI DIPENDENTI NUMERO MASSIMO DI ORE DI FORMAZIONE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
da 3 a 10 24
da 11 a 20 32
da 21 a 30 48
oltre 30 64

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili al contributo le spese sostenute per l’acquisto e l’attuazione delle attività realizzate sul territorio lombardo.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la veste di un finanziamento a fondo perduto (voucher) per la fruizione dei servizi di cui alle azioni A e B.

Il valore del voucher è pari agli importi indicati nella sottostante tabella.

Nel conteggio dei dipendenti si devono ricomprendere le seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato sia a tempo pieno che a tempo parziale;
  • contratto di apprendistato, soci-lavoratori di cooperative.
NUMERO DI DIPENDENTI IMPORTO TOTALE DEL VOUCHER PER AZIONE A – ADOZIONE DEL PIANO PER AZIONE B – ATTUAZIONE DEL PIANO
da 3 a 10 € 7.500,00 € 5.000,00 € 2.500,00
da 11 a 20 € 10.500,00 € 7.000,00 € 3.500,00
da 21 a 30 € 15.000,00 € 10.000,00 € 5.000,00
oltre 30 € 22.500,00 € 15.000,00 € 7.500,00

TERMINE

Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 16/12/2021 e verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a sportello.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, oppure scrivici un’e-mail: Valore Consulting è una società di consulenza aziendale specializzata in finanza agevolata per il finanziamento delle imprese con contributi europei, incentivi e agevolazioni fiscali.


Luglio 17, 2020
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EUROPA – FONDI STRUTTURALI E PROGRAMMI OPERATIVI

Milioni di Euro disponibili ma non finanziati: la progettazione di qualità fa la differenza

I dati recentemente rilevati dall’Agenzia per la Coesione Territoriale raccontano come le istituzioni e le aziende italiane si siano confrontate con i Fondi Strutturali e di Investimento Europei. Ne emerge un quadro particolare, che è necessario contestualizzare.

La politica di coesione europea

La coesione economica e sociale, definita dall’Atto unico europeo del 1986, è un complesso processo finalizzato a «ridurre il divario fra le diverse regioni e il ritardo delle regioni meno favorite». Il più recente Trattato di Lisbona parla più precisamente di «coesione economica, sociale e territoriale».

La politica di coesione promuove pertanto uno sviluppo territoriale più equilibrato e sostenibile: per il periodo di programmazione 2014-2020 i due obiettivi principali sono infatti:

  • investimenti a favore della crescita e dell’occupazione;
  • cooperazione territoriale europea.

La politica di coesione viene realizzata attraverso lo stanziamento di specifici fondi, definiti “Fondi Strutturali e di Investimento Europei” o più semplicemente Fondi Strutturali.

I Fondi Strutturali vengono utilizzati per finanziare progetti e interventi nelle regioni europee. Non sostituiscono azioni e finanziamenti nazionali o regionali, ma si associano ad essi per amplificarne i risultati nell’ottica più generale degli obiettivi dell’Unione.

La politica di coesione realizzata attraverso i Fondi Strutturali si basa su un’ampia visione strategica che privilegia obiettivi e priorità della Strategia Europa 2020 (promozione di una crescita focalizzata sull’innovazione, sull’ambiente e sull’inclusione sociale), di cui costituisce uno dei principali motori e strumenti attuativi.

I beneficiari della politica di coesione possono essere le imprese (in particolare quelle piccole e medie), gli enti pubblici, le associazioni o i privati, purché presentino un progetto conforme ai criteri di selezione.

Quali fondi strutturali?

È previsto (principio di concentrazione) che la parte più consistente dei fondi strutturali venga concentrata sulle regioni meno sviluppate (PIL ≤ 75% o 90% della media UE) e sui settori considerati prioritari, dettagliati in 11 obiettivi tematici:

  1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione;
  2. Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché il loro utilizzo e qualità;
  3. Migliorare la competitività delle PMI;
  4. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio;
  5. Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione e la gestione dei rischi;
  6. Preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’efficienza delle risorse;
  7. Promuovere il trasporto sostenibile e migliorare le infrastrutture di rete;
  8. Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;
  9. Promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà e qualsiasi discriminazione;
  10. Investire in istruzione, formazione e apprendimento permanente;
  11. Migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione.

I fondi destinati al finanziamento di tali obiettivi, relativamente alle specifiche priorità, sono i seguenti:

  • Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): mira a consolidare la coesione economica e sociale dell’Unione europea correggendo gli squilibri fra le regioni.
  • Il Fondo Sociale Europeo (FSE): orientato alle persone, combatte l’esclusione sociale e sostiene il miglioramento delle opportunità di formazione ed occupazione.
  • Il Fondo di Coesione (FC): assiste gli Stati membri con un reddito nazionale lordo pro capite inferiore al 90% della media dell’Unione europea, è finalizzato alla riduzione delle disparità economiche e sociali e la promozione dello sviluppo sostenibile.
  • Il Fondo Europeo di Sviluppo Rurale (FEASR): uno degli strumenti attuativi della politica di coesione e contemporaneamente della politica di sviluppo rurale.
  • Il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP): un altro strumento attuativo che unisce la politica di coesione all’attuazione della politica marittima integratadell’UE e della politica comune della pesca.

I Programmi Operativi: PON e POR

I programmi operativi sono piani dettagliati attraverso cui gli Stati membri definiscono le modalità di spesa dei contributi dei Fondi strutturali europei. Possono riguardare un obiettivo tematico di interesse nazionale, oppure riferirsi a una particolare regione, perciò si definiscono Programmi Operativi Nazionali (PON) e Programmi Operativi Regionali (POR).

In particolare, le tematiche individuate dai PON italiani per il periodo di programmazione 2014-2020 sono: infrastrutture, cultura, legalità, imprese, ricerca, politiche urbane, governance, inclusione sociale, giovani, occupazione, scuola, sviluppo rurale e pesca.

Cosa succede in Italia?

I dati dell’Agenzia per la Coesione Territoriale al 30 giugno 2020 ci aiutano a tracciare il profilo dell’attuale situazione italiana.

Attualmente risultano attivi 12 PON e 39 POR a livello nazionale.

Rispetto ai finanziamenti programmati, risulta evidente che – nel confronto con i finanziamenti attualmente certificati -, quasi il 30% dei fondi disponibili per i Programmi Operativi Nazionali non riesce ad essere utilizzato. Le regioni più virtuose riescono a spendere tra il 40 ed il 50% dei fondi loro destinati attraverso i Programmi Regionali, ma almeno la metà di esse non arriva al 30%. Nel complesso, rispetto alla programmazione, risulta inutilizzato il 37% dei fondi totali a disposizione.

La Commissione europea, già lo scorso novembre, aveva espresso le proprie preoccupazioni per la lentezza con cui l’Italia spende i fondi strutturali europei, in occasione della riunione annuale con le regioni e il governo a Trieste. La capacità complessiva di assorbimento di tali risorse resta tra le più basse dell’intera Unione.

Cosa significa?

Emerge che, a fronte di una disponibilità che ammonta a oltre 38 miliardi di euro finanziati dalla politica di coesione europea, entro il 2023 (per la regola N+3, che consente di utilizzare i fondi entro tre anni dall’impegno a bilancio) ministeri e regioni dovranno realizzare progetti e iniziative per i quali tali risorse economiche sono già state impegnate.

Quali sono allora le cause di questa limitata “capacità di assorbimento”, quali ostacoli si frappongono tra lo stanziamento e l’effettivo impiego delle risorse finanziarie europee? I principali elementi di frizione sono legati sia alle istituzioni che alle aziende del territorio.

Le cause legate alla sfera istituzionale sono principalmente:

  • Il principio secondo il quale i fondi europei debbono aggiungersi ai fondi nazionali e non sostituirli per sopperire a carenze ordinarie e tappare buchi strutturali del Paese. Questo sottintende una capacità tecnica e progettuale che i dati dimostrano inadeguata e per cui gli investimenti sono stati scarsi.
  • La scarsa diffusione e la scarsa qualità dell’informazione in tema di fondi strutturali nei confronti dei possibili beneficiari, dovute anche allo scarso coinvolgimento dei media.
  • La tendenza a preferire azioni a riscontro immediato piuttosto che progetti strutturati a medio-lungo termine generata dall’incertezza e dalla discontinuità politica.
  • Lo scarso allineamento tra le priorità regionali e quelle nazionali.

Per quanto riguarda le aziende italiane, le cause sono principalmente tre:

  • Gli imprenditori sono oggi più che mai preda dell’incertezza. La crisi sanitaria non ha fatto che esasperare la situazione, alimentando il senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni che, seppur impegnate nell’opera tutt’altro che semplice di guidare la ripresa del paese, vengono accusate di eccessiva cautela a discapito dell’urgenza delle misure economiche.
  • La mancanza di informazione genera diffidenza nei confronti degli strumenti della finanza agevolata e la burocrazia scoraggia l’approccio a questi ultimi da parte delle aziende.
  • L’accesso ai fondi strutturali ed in generale agli strumenti della finanza agevolata richiede la presenza sul territorio di consulenti affidabili e professionali. Essi devono avere profonda conoscenza delle opportunità ed essere capaci di effettuare una progettazione di alta qualità, sia dal punto di vista formale che sostanziale. Troppo spesso gli imprenditori dimostrano scarso interesse verso questo tipo di opportunità finanziarie proprio perché scoraggiati dalla mole documentale e dalla mancata realizzazione di progetti validi ad opera di consulenti inesperti.

Valore Consulting punta proprio sull’informazione e la progettazione di qualità.

L’informazione, fondamentale per valutare tutte le occasioni di finanziamento, deve essere puntuale e specifica: Valore Consulting mette a disposizione tutta la propria esperienza con il software Lexplorer. Si tratta della piattaforma di ricerca bandi sviluppata, utilizzata ed implementata da anni all’interno dell’azienda, aggiornata quotidianamente attraverso un sistema di scouting dedicato ed oggi accessibile anche al pubblico per ricercare liberamente bandi e normative a cui ciascuna realtà aziendale può accedere. È attraverso l’informazione che possiamo porre le basi per una consulenza strategica di valore.

Una progettazione di qualità è invece garantita dall’esperienza e dall’elevata specializzazione dell’Ufficio Tecnico, per offrire alle imprese un solido supporto nell’orientare i propri investimenti e per beneficiare di tutte le opportunità messe a disposizione dall’Europa e dai vari programmi operativi attivati sull’intero territorio italiano.

Le risorse europee sono stanziate e pronte da utilizzare: incontra senza impegno un nostro consulente ed effettua un check-up preliminare della tua azienda in vista delle opportunità in arrivo per l’utilizzo dei fondi strutturali europei!

Scrivici a info@vconsulting.it oppure chiama lo 0542 643266.


Giugno 26, 2020
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FINALITÀ

La CCIAA della Maremma e del Tirreno supporta le imprese nella promozione del lavoro agile (Smart Working), attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese, anche sotto forma di cooperative e consorzi, aventi la sede legale e/o l’unità locale nella provincia di Livorno o Grosseto, iscritte al Registro delle Imprese della CCIAA Maremma e Tirreno.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto investimenti e spese in tecnologie digitali che consentano di implementare i nuovi modelli organizzativi di lavoro flessibile, nello specifico lo Smart working, caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali.

L’intervento deve avere una durata pari o superiore a 6 mesi ed un valore complessivo pari o superiore ad € 1.000,00.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese ammissibili, a titolo esemplificativo, sono quelle per:

  • notebook, pendrive USB, stampanti, scanner finalizzati al lavoro a distanza;
  • accessori (es. docking station, cavi, adattatori, etc.);
  • apparati orientati alla telematizzazione delle attività quali webcam, microfono, altoparlanti, sistemi integrati per la videoconferenza;
  • tecnologie e servizi in cloud in grado di garantire forme di collaborazione a distanza (sharing di documenti, spazio di archiviazione in cloud, meeting virtuali);
  • acquisto e installazione VPN, VoiP, sistemi di Backup/ripristino dei dati Sicurezza di rete;
  • configurazione delle reti e degli strumenti per il lavoro a distanza;
  • software per servizi all’utenza (siti web, app, integrazioni con provider servizi di pagamento);
  • contratti per abbonamento a servizi in cloud per gestione business in cloud in modalità software as a service;
  • acquisto di strumentazione e servizi per la connettività (modem e router Wi-Fi, switch, antenne).

Sono altresì ammissibili, nel limite del 10% del valore complessivo delle suddette spese, i costi di consulenza connessi all’attuazione del progetto di Smart working, quali:

  • analisi organizzativa e dei processi interni aziendali;
  • individuazione delle tecnologie digitali più idonee per lo smart working;
  • consulenza giuslavoristica per garantire il rispetto delle normative vigenti;
  • supporto per la stesura del piano di smart working e redazione dell’accordo aziendale.

Sono ammissibili le spese fatturate a partire dal 24/02/2020.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la forma di un contributo a fondo perduto (voucher) nella misura del 70% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di € 10.000,00.

L’agevolazione può essere incrementata del 20% per ciascun dipendente donna coinvolta nel progetto di Smart working, ma comunque entro il massimale di € 10.000,00.

Viene stabilita un’ulteriore premialità di € 250,00 per le imprese in possesso del rating di legalità.

L’agevolazione è cumulabile con aiuti di Stato, aiuti in regime de minimis e aiuti senza costi ammissibili individuabili.

CASO DURATA ACCORDO DI SW CONTRIBUTO MASSIMALE
A Da 180 giorni a 365 giorni € 1.000,00 per ogni dipendente interessato
B Da 365 giorni € 2.000,00 per ogni dipendente interessato
C Da 30 giorni e inferiore a 90 giorni € 500,00 per ogni dipendente interessato
D Da 90 giorni e inferiore a 180 giorni € 750,00 per ogni dipendente interessato

TERMINE

La domanda deve essere presentata entro il 15/12/2020.

Le domande saranno esaminate mediante una procedura valutativa a sportello.


Marzo 26, 2020
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FINALITÀ

La Regione Lazio promuove modelli innovativi di organizzazione del lavoro per incrementare la produttività aziendale e il benessere di lavoratori delle imprese del proprio territorio e ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, eliminando il vincolo del luogo ove deve essere svolta la prestazione e lasciando libertà di scelta al lavoratore.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le imprese, di qualunque dimensione ed in qualsiasi forma costituite, ed i liberi professionisti, con sede legale e/o unità operativa nella Regione ed in possesso dei seguenti requisiti:

  • attive e regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di competenza;
  • se liberi professionisti, in possesso di partita IVA;
  • numero di dipendenti almeno pari a 2;
  • non sono già in possesso di un piano di smart working regolamentato o del relativo accordo aziendale;
  • in regola rispetto alla verifica della regolarità contributiva;
  • ottemperante o non assoggettabile agli obblighi di assunzione ai sensi della vigente disciplina in materia categorie protette;
  • non esercitano la propria attività economia in uno dei seguenti settori: pesca e acquacoltura, produzione primaria dei prodotti agricoli, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

È consentita la presentazione di proposte nella forma di ATI o ATS con uno o più operatori accreditati della formazione professionale, a condizione che l’impresa svolga il ruolo di capofila dell’ATS/ATI e sia il principale attore del progetto.

I destinatari dell’intervento sono lavoratori e lavoratrici dipendenti dei beneficiari, ricompresi nelle seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (in entrambi i casi sia a tempo pieno, sia a tempo parziale);
  • contratto di apprendistato;
  • soci-lavoratori di cooperative (sia che partecipino o non partecipino agli utili).

Si specifica che, alla luce delle recenti disposizioni del Governo (DPCM del 1 marzo 2020, confermato con i DPCM del 4 marzo e dell’11 marzo) che sono intervenute sulle modalità di accesso allo smart working, il possesso da parte dell’impresa di un piano di smart working regolamentato o del relativo accordo aziendale adottato prima dell’emergenza COVID-19 (coronavirus) o l’attivazione da parte dell’impresa della procedura telematica semplificata per l’accesso allo smart working, prevista dai DPCM richiamati, non costituiscono cause di esclusione per la partecipazione alla presente Misura.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono rientrare in uno dei seguenti ambiti:

  • Azione A: servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale;
  • Azione B: acquisto di strumenti tecnologici funzionali all’attuazione del piano di smart working.

Azione A

Il supporto all’adozione del Piano di Smart Working (incluso il regolamento aziendale e documentazione utile alla regolazione dello Smart Working) in base alle caratteristiche specifiche dell’impresa richiedente l’agevolazione, comprende le seguenti attività:

  • Attività preliminari all’adozione del piano di Smart Working. Riguardano la definizione della policy aziendale sullo smart working e delle procedure idonee a introdurre la modalità di lavoro smart. Nello specifico, si prevede:
  1. analisi organizzativa e dei processi interni aziendali;
  2. individuazione delle tecnologie digitali più idonee per lo smart working (es. strutturazione di processi di dematerializzazione, realizzazione di strumenti di social collaboration, utilizzo di devices, ecc.);
  3. consulenza giuslavoristica per garantire il rispetto delle normative vigenti;
  4. supporto per la stesura del piano di smart working e la redazione dell’accordo aziendale, corredato della modulistica necessaria. Non vi rientra l’attività di ridefinizione degli spazi di lavoro aziendali (lay-out fisici).
  • Attività di formazione rivolta al personale interessato dallo Smart Working. L’attività di formazione può essere realizzata dagli stessi beneficiari che si candidano per la realizzazione di attività di formazione e direttamente destinata ai propri dipendenti o può essere erogata da un organismo accreditato dalla Regione. L’attività formativa riguarda sia il management aziendale – per ciò che riguarda l’accompagnamento verso il recepimento di modelli organizzativi e di governance flessibili – sia i lavoratori che ricorrono allo smart working, operando così in assenza di vincoli orari o logistici e con l’utilizzo di differenziati strumenti tecnologici. Al personale interessato dallo Smart Working, quindi, occorre assicurare le giuste conoscenze e competenze, in ordine anche alla sicurezza in caso di infortuni e malattie professionali. Ogni azione formativa deve:
  1. essere dedicata esclusivamente ai dipendenti del beneficiario;
  2. prevedere un massimo di 10 partecipanti;
  3. avere una durata minima di 16 ore. Ai fini del riconoscimento integrale della spesa, la percentuale media di partecipazione dovrà essere superiore all’80% delle ore di formazione previste, o, comunque, non meno del 70%, in caso di parere favorevole del Collegio dei formatori. La prima tabella di questo paragrafo illustra il numero massimo di ore ammissibili al finanziamento.
  • Avvio e monitoraggio di un progetto pilota. L’obiettivo è supportare il beneficiario nella sperimentazione del piano di smart working, anche con un numero ridotto di dipendenti o appartenenti ad una sola unità produttiva. L’attività di monitoraggio ha l’obiettivo di verificare l’andamento del piano di smart working progettato, valutandone l’opportunità di perfezionamento e d’implementazione a regime. Il progetto sperimentale deve avere una durata minima di 5 mesi e dovrà coinvolgere un numero minimo di dipendenti, secondo i parametri riportati nella seconda tabella del presente paragrafo.

Azione B

L’azione riguarda il supporto all’attuazione del piano di smart working, attraverso l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica.

Le azioni dovranno essere realizzate entro 9 mesi dalla data della comunicazione di avvio attività.

Ciascun beneficiario potrà presentare una sola domanda.

NUMERO DI DIPENDENTI NUMERO MASSIMO DI ORE DI FORMAZIONE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
Da 2 a 10 dipendenti 24
Da 11 a 20 dipendenti 32
Da 21 a 30 dipendenti 48
Oltre 30 dipendenti 64
NUMERO DIPENDENTI DEL BENEFICIARIO NUMERO MINIMO DI DIPENDENTI DA COINVOLGERE NEL PROGETTO PILOTA
Da 2 a 6 dipendenti 1
Da 7 a 10 dipendenti 2
Da 11 a 16 dipendenti 3
Oltre i 16 dipendenti n. calcolato percentuale del 20% con arrotondamento con eccesso all’unità successiva

SPESE AMMISSIBILI

Azione A

Il costo complessivo è il risultato della somma dei costi diretti previsti per le risorse umane impegnate nell’attuazione e gestione degli interventi previsti, più il 40% di tali costi a copertura di tutti gli altri costi ammissibili necessari per la realizzazione dell’operazione.

Le spese di coordinamento, direzione del progetto, segreteria organizzativa, monitoraggio e valutazione, non possono essere complessivamente superiori al 20% del totale delle spese dirette di personale. L’attività di tutoraggio dovrà essere prevista per un monte ore complessivo per un numero massimo di ore corrispondenti a quelle dell’attività formativa.

Azione B

Le spese ammissibili dovranno essere inerenti esclusivamente alle seguenti voci:

  • componenti hardware, nello specifico:
  1. notebook;
  2. smartphone;
  3. accessori.
  • componenti software

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione è pari agli importi indicati nella sottostante tabella, distinti per tipologia di azione, e varia in relazione al numero totale di dipendenti delle sedi operative/unità produttive localizzate sul territorio di Regione Lazio.

NUMERO DIPENDENTI IMPORTO TOTALE DEL CONTRIBUTO DI CUI: IMPORTO PER AZIONE A DI CUI: IMPORTO PER AZIONE B
Da 2 a 10 dipendenti € 7.500,00 € 5.000,00 € 2.500,00
Da 11 a 20 dipendenti € 10.500,00 € 7.000,00 € 3.500,00
Da 21 a 30 dipendenti € 15.000,00 € 10.000,00 € 5.000,00
Oltre 30 dipendenti € 22.500,00 € 15.000,00 € 7.500,00

TERMINE

La domanda può essere presentata fino ad esaurimento delle risorse.


Marzo 24, 2020
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FINALITÀ

Il Comune di Modena sostiene progetti per realizzare misure innovative di welfare aziendale e di sostegno al lavoro professionale femminile.

BENEFICIARI

I beneficiari sono:

  1. imprese che abbiano almeno una sede operativa a Modena per iniziative, servizi e soluzioni organizzative a favore dei propri dipendenti che favoriscano la conciliazione dei loro tempi di vita e lavoro (Linea 1);
  2. micro imprese e liberi professionisti o studi associati che abbiano almeno una sede operativa a Modena, iscritti o aderenti agli Ordini professionali, per iniziative, servizi e soluzioni organizzative che favoriscano la conciliazione dei loro tempi di vita e lavoro (Linea 2);
  3. imprese, organizzazioni, associazioni che presentino piani e progetti per la creazione di imprese e attività imprenditoriali in grado di offrire, servizi innovativi per la la conciliazione di vita e lavoro (Linea 3).

I destinatari degli interventi ammissibili sono:

  • dipendenti, uomini e donne, coinvolti nelle azioni previste all’interno dei progetti presentati;
  • imprenditrici/imprenditori, associazioni e organizzazioni che propongono nuove attività/servizi/prodotti;
  • lavoratrici autonome;
  • libere professioniste;
  • collaboratrici autonome;
  • famiglie, coppie non coniugate, genitore solo.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono incentrarsi sulle seguenti aree:

  1. soluzioni per l’innovazione organizzativa e welfare aziendale (orario elastico, annualizzazione orario di lavoro, part-time e lavoro condiviso, lavoro a distanza, smart working);
  2. soluzioni per il supporto alla genitorialità e al lavori di cura (gestione permessi, supporto professionale temporaneo, lavoro flessibile, per obiettivi);
  3. soluzioni per la conciliazione vita e lavoro tramite l’organizzazione di servizi, offerte, attività a carattere innovativo (es. aiuto nella gestione degli impegni, mobilità condivisa, supporto attività domestiche, incontro domanda e offerta di servizi e professionalità, estensione oraria dei servizi)

Gli interventi ammissibili devono avere specificatamente ad oggetto:

  1. aiuto e sostegno delle aziende per l’introduzione nella propria organizzazione di forme di flessibilità e innovazione organizzativa (orario elastico, annualizzazione orario di lavoro, part-time e lavoro condiviso, lavoro a distanza, smart working, ecc.);
  2. coinvolgimento delle parti sociali ed economiche per promuovere, presso i propri iscritti e aderenti, il welfare aziendale quale strumento per aumentare la produttività e per migliorare la conciliazione vita-lavoro;
  3. realizzazione progetti formativi e di consulenza per le aziende che intendono applicare misure di welfare orientate al benessere dei dipendenti;
  4. promozione del benessere e della conciliazione vita-lavoro, creando i presupposti per la compatibilità tra esigenze della produttività aziendale e possibilità di affrontare e gestire periodi di criticità nelle vita privata;
  5. nascita di nuovi servizi di aiuto alle persone e alle imprese, anche come offerta privata, che permettano soluzioni innovative e flessibili nella gestione della vita familiare e possano garantire la permanenza nel mondo del lavoro delle lavoratrici a seguito della maternità.

Gli interventi ammissibili dovranno iniziare entro 60 giorni dalla comunicazione della concessione del contributo.

Gli interventi ammissibili dovranno avere un valore complessivo pari o superiore al 40% del contributo massimo previsto dal Bando.

Ciascuna beneficiario può presentare una sola domanda.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la forma di un contributo, il cui importo massimo è così individuato:

  • Linea 1 fino a € 5.000,00;
  • Linea 2 fino a € 3.000,00;
  • Linea 3 fino € 4.000,00.

La percentuale di contributo concedibile è aumentata (con innalzamento del contributo massimo di € 1.000,00) nel caso in cui il progetto preveda l’assunzione di almeno un’unità lavorativa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche part-time di minimo 20 ore settimanali, nel periodo previsto per la realizzazione delle attività o comunque entro 31/12/2020.

LINEA DI FINANZIAMENTO IMPORTO MINIMO D’INVESTIMENTO IMPORTO MASSIMO DEL CONTRIBUTO
1 € 2.000,00 € 5.000,00
2 € 1.200,00 € 3.000,00
3 € 1.600,00 € 4.000,00

TERMINE

La domanda deve essere presentata entro il 05/04/2020.

Le domande verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a graduatoria.


Marzo 23, 2020
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FINALITÀ

La CCIAA di Bologna sostiene le donne imprenditrici che siano diventate mamme nel 2020, affinché riescano a conciliare i tempi di vita e lavoro.

BENEFICIARI

Per donne imprenditrici si intendono le donne:

  • titolari di impresa individuale;
  • socie amministratrici di società di persone;
  • legali rappresentanti o consigliere delegate di società di capitali.

I beneficiari sono le Micro, Piccole e Medie Imprese che risultano:

  • sede legale e/o unità locale nell’area metropolitana di Bologna;
  • iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Bologna;
  • amministrate da una donna imprenditrice.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto:

  • l’aumento dell’organico dell’azienda per far fronte alla minore presenza in azienda della donna imprenditrice;
  • l’allestimento di una postazione di lavoro a casa per la donna imprenditrice;
  • l’attivazione di collaborazioni con temporary manager;
  • il rimborso delle spese sostenute dalla mamma imprenditrice, per asili nido, baby sitter, baby parking.

L’intervento ammissibile deve avere un valore complessivo non inferiore ad € 2.000,00.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le spese sostenute per:

  • implementare l’organico, ovvero le assunzioni a tempo determinato o indeterminato effettuate per far fronte alla minor presenza dell’imprenditrice nel periodo di maternità e nel primo anno di vita del bambino, tra lo 01/01 e ed il 31/12/2020;
  • attivare una postazione di telelavoro presso l’abitazione dell’imprenditrice, al fine di consentirle di svolgere le proprie funzioni anche da casa. In questo caso le spese ammesse riguarderanno l’acquisto di un computer fisso o portatile o netbook o ultrabook, stampante e scanner, contratto di attivazione di collegamento internet ad alta velocità, fatture periodiche delle utenze internet;
  • acquisire le prestazioni di un temporary manager che possa sostituire o integrare l’apporto lavorativo della donna imprenditrice.
  • servizi di asilo nido, baby sitter o baby parking, sostenute direttamente dalla donna imprenditrice.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assumerà la forma di un contributo a fondo perduto nella misura del 50% delle spese ammissibili ed il cui limite massimo sarà di € 12.500,00.

TERMINE

La domanda dovrà essere presentata dalle ore 9:00 del 14/09 alle ore 13:00 del 16/10/2020.

Le domande verranno esaminate mediante una procedura valutativa a sportello.


Febbraio 10, 2020
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FINALITÀ

La finalità dell’Avviso è quella di promuovere la conoscenza del Welfare Aziendale, ovvero di un’ampia gamma di interventi che mirano, da un lato, a dare luogo a vantaggi nei confronti dei lavoratori e, dall’altro, l’azienda stessa ne trae un beneficio in termini di ricadute sul clima aziendale, sulla produttività, sulla diminuzione del turnover e dell’assenteismo.

BENEFICIARI

I beneficiari sono le imprese aderenti a Fonarcom.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili devono riguardare la diffusione della cultura del Welfare Aziendale e delle soluzioni in materia adottate dalla singola impresa (ad es: servizi sostitutivi di mensa e ristorazione, polizze assicurative e previdenziali, servizi collegati alla salute, beni e/o servizi collegati all’istruzione, facilitazioni o garanzie per prestiti e/o mutui, promozioni e rimborsi legati alle attività del tempo libero, sconti e convenzioni per l’acquisto di beni e/o servizi).

Tali interventi sono costituiti dalla predisposizione di piano formativi:

  • aziendali della durata complessiva di 8 mesi;
  • interaziendali della durata complessiva di 11 mesi.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la veste di un contributo a fondo perduto erogato in regime “de minimis“.

L’importo minimo del contributo, per intervento, è di € 990,00; l’importo massimo è di € 14.850,00.

TERMINE

La domanda deve essere inviata entro il 30/06/2020.

Le domande verranno esaminate in base ad una procedura a sportello, fino ad esaurimento delle risorse.


Dicembre 10, 2019
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FINALITÀ

Obiettivo della Misura è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.

BENEFICIARI

I beneficiari sono:

  • Piccole e Medie Imprese singole o raggruppate in Associazioni Temporanee di Imprese costituende o già costituite;
  • Grandi Imprese a condizione che venga adottato un nuovo Piano di welfare territoriale oppure che un Piano di welfare aziendale esistente venga ampliato e messo a disposizione del territorio di riferimento. In entrambi i casi dovrà avere una forte condivisione con Enti o altri soggetti locali e/o si dovrà configurare come forma di integrazione/sinergia con iniziative di welfare locale e di comunità già esistenti o fase di definizione.

Verrà data una priorità alle proposte progettuali presentate da ATI, nelle quali, oltre alla Grande Impresa con funzione di capofila, siano inserite in partenariato anche PMI del territorio.

Tutti i beneficiari devono avere la sede legale o unità operativa in Piemonte.

INTERVENTI

Gli interventi ammissibili dovranno documentare:

  • l’avvio di una rete territoriale istituzionale che coinvolga tutti i soggetti funzionali al raggiungimento dell’obiettivo della Misura ossia lo sviluppo di sistemi di welfare aziendale e territoriale (es. fornitori diretti di servizi di welfare, enti del terzo settore, associazioni di rappresentanza sindacale e datoriale, ecc.);
  • nel caso di coinvolgimento di più aziende, la formalizzazione di una rete operativa, gestita in ATI che includa le imprese del territorio coinvolte nell’adozione dei Piani di welfare.

In particolare, nell’ambito delle attività di realizzazione sono ammissibili:

Attività propedeutiche, organizzative e di raccordo

  • attività propedeutiche all’erogazione dei servizi di welfare
  • analisi delle necessità e dei bisogni della popolazione aziendale
  • definizione del piano di welfare, realizzato ex-novo, integrando e completando, laddove presenti, le iniziative di welfare aziendale previste nell’ambito degli accordi con le rappresentanze sindacali aziendali e/o dalla contrattazione collettiva. Il piano di welfare realizzato deve essere trasmesso e messo a disposizione della Regione Piemonte che potrà darne divulgazione nell’ambito della propria attività di disseminazione di buone pratiche sul territorio regionale
  • attività organizzative e di raccordo per l’erogazione dei servizi di welfare

In una prospettiva di promozione di reti territoriali tra aziende e altri soggetti funzionali al raggiungimento degli obiettivi, quali i fornitori diretti di servizi di welfare, enti del terzo settore, associazioni di rappresentanza sindacale e datoriale, potranno essere riconosciute ammissibili le seguenti attività e i relativi costi:

  • istituzione della figura del welfare manager in possesso di buone capacità di comunicazione interpersonale e di problem solving, soprattutto nel caso di un piano di welfare condiviso tra più aziende, che possa supportare le imprese, sia nella fase ideativa e progettuale che in quella realizzativa e gestionale, nel favorire il raccordo fra le aziende del territorio, nel caso di coinvolgimento di più imprese nel piano di welfare, definire le linee guida della politica di welfare dell’azienda, studiare i bisogni della popolazione aziendale, predisporre il piano di welfare, monitorare il buon andamento delle attività inserite nel piano stesso e la soddisfazione delle persone;
  • creazione e mantenimento delle reti territoriali composte dalle aziende e dagli altri soggetti funzionali al raggiungimento degli obiettivi che possano garantire la continuità nel tempo e la sostenibilità dell’iniziativa favorendone al contempo il suo radicamento nel tessuto sociale e produttivo del territorio di riferimento. Le reti territoriali dovranno essere formalizzate con specifico atto sottoscritto da tutti i soggetti che le compongono e messo a disposizione della Regione Piemonte, pena la non ammissibilità dei relativi costi.

Attivazione di servizi di welfare

Nell’ambito della realizzazione dei progetti è previsto il sostegno all’attivazione di servizi di welfare aziendale contenuti nel piano di welfare definito.

Le macro-aree di servizi di welfare attivabili nell’ambito dei progetti sono di seguito elencate.

Macro Area 1 “Conciliazione dei tempi di vita e lavoro”

  • sostegno della flessibilità degli orari di lavoro anche attraverso la sperimentazione di modalità di lavoro indipendente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o dell’azienda quali il telelavoro o lo smart working;
  • sostegno alla fruizione di servizi educativi per l’infanzia, autorizzati al funzionamento, anche mediante la stipula di convenzioni con strutture già esistenti con disponibilità di posti;
  • sostegno alla fruizione di servizi di cura di familiari anziani o non autosufficienti/disabili anche mediante la stipula di convenzioni con soggetti del territorio quali, ad esempio, cooperative sociali o altre strutture che offrano servizi a prezzi calmierati;
  • sostegno all’erogazione di servizi aziendali, anche attraverso la creazione della figura del maggiordomo/fattorino aziendale, oppure all’apertura di sportelli pratiche e per la consulenza fiscale/contributiva anche in convenzione con Centri di Assistenza Fiscale;
  • integrazione socio-lavorativa delle persone con disabilità anche attraverso l’istituzione della figura del disability manager (ad esempio in condivisione tra più aziende) che ha, tra l’altro, il compito d: contribuire alla corretta gestione del personale con disabilità da parte delle aziende e di collaborare con la rete/servizi per l’inserimento in azienda, adattando contestualmente l’organizzazione, al fine di accogliere e gestire i bisogni del personale con disabilità certificata, con un’attenzione alle misure di welfare aziendale e di smart working;  proporre gli accomodamenti ragionevoli, con particolare focus sugli strumenti di organizzazione del lavoro innovativi e di conciliazione tra vita e lavoro.

Macro Area 2 “Politiche per le pari opportunità

  • servizi di sostegno alla maternità/paternità quali ad esempio attività di informazione e sensibilizzazione alla condivisione delle responsabilità di cura attraverso l’istituzione di sportelli dedicati o l’organizzazione di seminari/eventi tematici, attività informative “a sportello” o seminariali su normativa a tutela della maternità e paternità, sulla fruizione dei congedi parentali, sugli incentivi statali/regionali disponibili;
  • attivazione di percorsi di sostegno al rientro lavorativo dopo un periodo di lunga assenza per motivi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (es. dopo la maternità o il congedo parentale) anche attraverso l’organizzazione di specifiche attività di formazione/aggiornamento professionale.

Macro Area 3 “Sostegno alla cultura di benessere globale della lavoratrice e del lavoratore”

  • iniziative di formazione/informazione inerenti alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro familiari anche attraverso l’organizzazione di seminari e workshop;
  • attivazione di sportelli di sostegno psicologico, ad esempio, rivolti a genitori con figli adolescenti o problematici.

Sono inoltre ammissibili le iniziative di impegno volontario delle imprese per la partecipazione attiva alla vita della comunità locale.

In particolare sono ammissibili, unicamente nel cofinanziamento privato, i costi del personale dell’impresa impiegato in attività di volontariato aziendale pianificato e svolto, in orario di lavoro, all’esterno dell’azienda.

Verrà data priorità ai progetti che possiedano e documentino uno o più dei seguenti requisiti:

  1. impresa singola o imprese in ATI localizzate in aree territoriali ricomprese nella Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI);
  2. coinvolgimento delle organizzazioni sindacali finalizzato alla condivisione del Piano di welfare aziendale da realizzare;
  3. coinvolgimento nella rete territoriale istituzione di Enti pubblici locali e/o Istituzioni di parità;
  4. domanda presentata in ATI, con una grande impresa con funzioni di capofila e proposta progettuale rispondente ai requisiti delle priorità regionali specifiche.

Il valore di ciascun progetto deve essere compreso tra un minimo di € 60.000,00 ed un massimo di € 200.000,00.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le seguenti voci di spesa:

  1. preparazione
  2. realizzazione
  3. diffusione dei risultati
  4. direzione e controllo interno
  5. costi indiretti

Il cofinanziamento privato deve essere pari ad almeno il 20% dell’importo totale del progetto.

Il periodo di validità delle spese è compreso tra le date comunicate di avvio e conclusione del progetto, più ulteriori 90 giorni unicamente per la rendicontazione finale; le spese di progettazione sono ammissibili dall’11/04/2019.

NATURA DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione assume la veste di un contributo in conto capitale la cui intensità massima è pari all’80% delle spese ammissibili e l’importo massimo concedibile è pari ad € 180.000,00.

TERMINE

La domanda deve essere presentata entro le ore 12:00 del 27/02/2019.

Le domande verranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a graduatoria.

Per ricevere maggiori informazioni contattaci al numero 0542 643266, premendo il tasto 3, oppure scrivici a info@vconsulting.it

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