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I Fondi Europei sono lo strumento più importante della Politica di Coesione Europea, finalizzata a ridurre le divergenze economiche tra le varie regioni d’Europa, sia da un punto di vista sociale, che imprenditoriale.

Ogni sette anni l’Unione Europea stabilisce i principi che regolano la loro distribuzione e regolazione: il 31/12/2020 si chiuderà l’attuale Periodo Programmatico, iniziato il 1º Gennaio 2014 con un impegno finanziario poco superiore ai 454 miliardi di €.

L’obiettivo è quello di creare i presupposti di una “crescita intelligente ed inclusiva”, come definito dalla Strategia di Lisbona del 2005.

I Fondi Europei si dividono in due grandi famiglie:

  • Fondi a gestione diretta
  • Fondi a gestione indiretta

A livello legislativo, le principali fonti della finanza agevolata sono:

  • Legislazione europea: l’Unione Europea prevede un’ampia serie di strumenti di finanza agevolata (programmi, quadri strutturali, progetti di vario genere) applicabili direttamente o indirettamente (tramite lo Stato o le Regioni);
  • Legislazione nazionale: il Governo Italiano, tramite i Ministeri, promuove politiche di agevolazioni alle imprese emanando leggi, decreti e regolamenti specifici;
  • Legislazione regionale: le Regioni attuano politiche d’intervento a favore delle piccole medie imprese attraverso leggi regionali.

Strumenti di finanza agevolata possono anche essere pensati e attuati dalle Province, dalle Città Metropolitane, dai Comuni, dalle Camere di Commercio, e anche da enti privati come le associazioni di categoria o gli istituti di credito.


La gestione dei primi è a diretta responsabilità dalle Agenzie Specializzate dell’Unione Europea; mentre quella dei secondi viene delegata agli Stati o alle diverse regioni d’Europa.

I Fondi Diretti sono finalizzati, dunque, alla risoluzione di criticità legate al territorio; mentre per i Fondi Indiretti il focus si basa sulla ricerca di una soluzione ad una tematica specifica di natura extra-territoriale (innovazione, fiscalità, agricoltura, ecc.).

I Programmi di Cooperazione Territoriale sono una linea di finanziamento ibrida: si tratta di Fondi Strutturali, dunque indiretti, amministrati, tuttavia, da specifiche Autorità di Gestione. Essi permettono la realizzazione di progetti condivisi tra territori appartenenti a Stati Membri diversi, accomunati dalla prossimità geografica, dall’appartenenza ad una stessa macroarea o da problematiche simili. Di seguito i programmi di cooperazione che interessano il territorio italiano: ALCOTRA, Interreg Italia-Svizzera, Interreg Italia-Francia Marittimo, Interreg Italia-Slovenia, Interreg Italia-Austria, Interreg Italia-Croazia, Interreg Italia-Malta, Interreg Italia-Albania-Montenegro, Interreg Italia-Tunisia, Interreg Italia-Grecia, Adrion, Central Europe, MED, Spazio Alpino, Interreg Europe, Interact III, Espon 2020, Urbact III.



Focus Programmi Europei:

  • HORIZON 2020: Programma Europeo che finanzia il settore della ricerca e dell’innovazione. L´obiettivo è costruire una società della conoscenza, un’economia più competitiva a livello globale e, contemporaneamente, contribuire ad uno sviluppo sostenibile a livello europeo, coinvolgendo diversi settori, dall’Agricoltura alla Salute, dall’Energia ai Trasporti. Si fonda su tre pilastri principali: Eccellenza Scientifica; Leadership Industriale; Sfide Sociali. In particolare, SME Intrument (Nuovo Strumento PMI) è il programma d’innovazione per le piccole e medie imprese che ha il fine di supportare le attività di ricerca concernenti queste specifiche realtà imprenditoriali.
  • COSME: il programma per la promozione della competitività e delle imprese e delle piccole e medie imprese (PMI), finanzia progetti che hanno come obiettivo la promozione dell’imprenditorialità e l’internazionalizzazione delle PMI. I beneficiari possono essere Imprese, Enti Locali, Enti Regionali, persone fisiche e amministrazioni nazionali.
  • LIFE: Programma Europeo che finanzia progetti per l’Ambiente, in particolare azioni per la tutela di natura e biodiversità, per il Clima e sostegno all’Economia Circolare.

I beneficiari sono:

  • Organizzazioni private commerciali e non commerciali (comprese le ONG) ed Enti Pubblici con sede nell’UE;
  • Eventuali organismi ammissibili con sede al di fuori dell’UE possono partecipare a un progetto in qualità di beneficiari associati a condizione che la loro presenza conferisca valore aggiunto al progetto e che la realizzazione di attività al di fuori del territorio UE sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi del progetto nell’UE.
  • INTERREG V (2014-2020): La Cooperazione Territoriale Europea (CTE), meglio nota come Interreg, è uno degli obiettivi della politica di coesione dell’Unione Europea.

Con i Programmi Interreg, l’UE intende perseguire l’obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale e ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle regioni coinvolte.

Esistono 3 diverse tipologie di Interreg:

  • Cooperazione Transfrontaliera (Interreg A)
  • Cooperazione Transnazionale (Interreg B)
  • Cooperazione Interregionale (Interreg C)
  • CONNECTING EUROPE FACILITY: Programma Europeo volto a sostenere le reti transeuropee nei settori dei trasporti, della comunicazione e dell’energia. Il CEF sostiene progetti di interesse comune, diretti allo sviluppo e alla costruzione di nuovi servizi e infrastrutture, o all’ammodernamento di quelli esistenti, con priorità per i collegamenti mancanti nel comparto dei trasporti.






Il Partenariato

Uno dei requisiti fondamentali per accedere ai finanziamenti comunitari diretti è il rispetto della transnazionalità, intesa come partecipazione ai progetti da parte di più soggetti provenienti dai diversi Stati Membri (o comunque provenienti dai Paesi ammissibili al singolo programma di riferimento). Il motivo risiede nel fatto che, attraverso le calls for proposals, la Commissione punta a finanziare progetti con un valore aggiunto comunitario, in grado di contribuire in maniera significativa al raggiungimento dell’obiettivo di interesse generale europeo, nell’ambito del settore di riferimento di ciascun programma comunitario. Di qui la necessità, in sede di redazione di una proposta progettuale di ricercare partner in altri Paesi, in grado di conferire al Progetto un valore aggiunto.

La qualità del partenariato costituisce in genere uno dei principali criteri di valutazione delle proposte progettuali; pertanto, nella scelta dei potenziali partner di progetto occorre prestare particolare attenzione alla verifica delle loro competenze, capacità finanziarie ed esperienze nel campo d’azione del progetto, nonché al rispetto dei requisiti fissati dal bando (es. provenienza geografica, natura giuridica, appartenenza ad una particolare categoria, e via dicendo).

Infine, la costruzione di un partenariato europeo richiede una chiara ripartizione di ruoli e responsabilità rispetto agli obiettivi ed alle attività della proposta progettuale.

Principi fondanti:

  • Cofinanziamento: le risorse europee non vengono mai a sostituire completamente i progetti di investimento delle singole regioni d’Europa, ma sempre le affiancano. In questo modo, dovendo il territorio autofinanziarsi, anche se per una piccola parte, non viene completamente meno la responsabilità locale nell’implementazione dei progetti;
  • Disimpegno automatico: le risorse destinate ad una Regione non vengono erogate ex ante, ma impegnate. La loro effettiva concessione, su base annuale, avviene solo al seguito della presentazione della rendicontazione delle spese avvenute entro un certo lasso di tempo. Ad inizio di ogni settennato, viene deciso quanto lungo sarà questo periodo: nel periodo 2007-2013 la Regione doveva mostrare di avere speso quanto a lei impegnato entro 2 anni; nel periodo 2014-2020 entro 3;
  • Results-oriented: sono stati decisi degli indicatori qualitativi e quantitativi capaci di dimostrare quali e quanti risultati sono stati raggiunti al termine di un periodo. La tendenza è quello di incidere molto più sui risultati che sulle metodologie progettuali;
  • Sussidiarietà: la responsabilità progettuale viene stabilita in base alla circoscrizione geografica della problematica affrontata.

Lavoriamo sui principali Programmi Europei per le PMI come Horizon 2020, Interreg, Cosme, con grande attenzione alla gestione dei Partenariati.

Con noi l’Europa è un po’ più vicina alla imprese italiane.



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